{"id":3785,"date":"2015-03-31T09:29:00","date_gmt":"2015-03-31T07:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/seo-berater-salzburg.at\/cglem\/ordo-ab-chao\/"},"modified":"2025-06-13T11:15:25","modified_gmt":"2025-06-13T09:15:25","slug":"ordo-ab-chao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cglem.org\/it\/montebelli-it\/ordo-ab-chao\/","title":{"rendered":"Ordo ab Chao"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">Caro lettore nella forma di saluto appropriata!<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Forse non ce n&#8217;\u00e8 uno pi\u00f9 delicato e gravido di conseguenze come questo: ORDO AB CHAO, ordine dal caos. Restando, per il momento, in un ambito profano, la frase richiama immediatamente l&#8217;idea della necessit\u00e0 di dover stabilire un insieme di regole e procedure, di convenzioni, che, con riferimento a un modello ideale di giustizia, possano regolare l&#8217;intero campo esistenziale degli individui per sottrarli allo stato di disordine e per ordinare la loro vita e i conflitti in cui sono naturalmente portati a cadere. Stabilisce quindi la necessit\u00e0 di dare ordine alla vita delle persone, senza escludere nessuno dei campi d&#8217;azione in cui si svolge. Si pu\u00f2 quindi parlare di ordine sociale\/politico, in relazione al modello organizzativo che regola i rapporti tra i cittadini e tra le nazioni; di ordine economico, in base al modello di sviluppo adottato, e anche di ordine religioso, in base all&#8217;influenza esercitata dalle organizzazioni religiose istituzionalizzate, all&#8217;interno della sfera collettiva e individuale. Ma anche la cultura, le mode, le tendenze, i mezzi di comunicazione, tutti insieme contribuiscono a canalizzare i pensieri degli individui, in modo che ciascuno possa identificarsi all&#8217;interno di modelli sociali ben definiti. Una delle pi\u00f9 grandi aspirazioni dell&#8217;umanit\u00e0 rimane ancora quella di cercare e trovare un contesto in cui tutti gli individui possano identificarsi e in cui possano esprimere liberamente la propria personalit\u00e0. Il problema si pone nell&#8217;individuazione dei parametri entro i quali tutti possono effettivamente identificarsi e sentirsi protetti e rispettati. Trattandosi di una palese utopia, si ripiega su un realistico programma di compromesso che possa soddisfare il maggior numero possibile di individui (nel migliore dei casi), cio\u00e8 che possa rispondere alla volont\u00e0 del pi\u00f9 forte e del pi\u00f9 capace di imporsi sugli altri, come spesso, purtroppo, \u00e8 accaduto e accade. L&#8217;ordine, l&#8217;organizzazione con le idee e le ideologie che la sottendono, si identificano nel concetto di civilt\u00e0, di cui tutto il corso della storia offre numerosi esempi: Anzi, potremmo dire che la storia non \u00e8 altro che l&#8217;evoluzione, nel tempo e nello spazio, delle civilt\u00e0 umane, della loro nascita, del loro sviluppo e della loro morte; delle loro reciproche interazioni; dei grandi progressi ma anche delle enormi tragedie e dei mali in cui l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 stata coinvolta; quindi, in estrema sintesi, la Storia \u00e8 la storia dell&#8217;evoluzione e dell&#8217;interazione delle idee di ci\u00f2 che \u00e8 ordine e giustizia, le cui caratteristiche comuni si trovano nella loro impermanenza e transitoriet\u00e0.        <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Si capisce quindi perch\u00e9 il concetto di ordine sia cos\u00ec importante nel pensiero umano. Non pu\u00f2 quindi destare meraviglia che anche un&#8217;Istituzione, come il Rito Scozzese Antico e Accettato, abbia adottato come motto identificativo l&#8217;enunciato ORDO AB CHAO. Ma sgombriamo subito il terreno da ogni possibile dubbio in merito: il fatto che la Massoneria si riconosca in un simile enunciato, anzi che lo indichi come suo segno distintivo, non significa che voglia farsi promotrice di un proprio modello di sociale. Ordine politico, economico e religioso, da portare attraverso i suoi seguaci in questo mondo profano, affinch\u00e9 questo si conformi alle idee massoniche. Questo \u00e8 quanto sostengono i sostenitori della teoria del complotto, che vedono complotti ovunque e pensano che l&#8217;occupazione principale della Massoneria sia quella di trovare un modo per piegare il mondo alla loro volont\u00e0.    <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Vorrei quindi cercare di inquadrare, in una prospettiva pi\u00f9 appropriata, ci\u00f2 che la Massoneria di Rito Scozzese intende affermare in questo motto, e per farlo non posso che adottare il punto di vista degli iniziati, che, attraverso gli insegnamenti exoterici che gli appartengono, \u00e8 quello che meglio caratterizza l&#8217;istituzione massonica. Questo approccio va oltre l&#8217;analisi delle conseguenze che i fenomeni esaminati hanno sul piano materiale dell&#8217;esistenza apparente, per affrontare il vasto campo di ricerca sulla natura essenziale dell&#8217;essere inteso sia come individuo sia come esistenza in s\u00e9 &#8211; cio\u00e8 come ci\u00f2 che \u00e8 &#8211; delle sue origini, o creazione, e del suo fine ultimo, o salvezza. Non ho assolutamente la pretesa di esaurire l&#8217;argomento, ma intendo solo alimentare le nostre riflessioni sulle domande che ci faremo su questo caso, perch\u00e9 anch&#8217;io sono sempre alla ricerca delle possibili risposte.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>ORDO AB CHAO, dunque, ma un ordine di natura diversa, perch\u00e9 non corrisponde all&#8217;accettazione di un insieme di ordini, leggi, precetti che regolano la nostra esistenza, \u00e8 l&#8217;adesione pi\u00f9 o meno spontanea a qualcosa che altri avevano provocato, non \u00e8 il riconoscimento di verit\u00e0 rivelate, di dogmi inamovibili, il mantenimento di uno status quo, il pi\u00f9 a lungo possibile. Dovrebbe essere, in primo luogo, la ricerca di un ordine interiore, che pu\u00f2 sorgere solo dopo aver creato il silenzio dentro di noi, dopo aver messo a tacere la turbolenza delle passioni, delle sensazioni, dei desideri e delle angosce, del piacere e del dolore. Solo cos\u00ec potremo sintonizzare i nostri sentimenti con l&#8217;ordine superiore a cui rispondono tutte le manifestazioni cosmiche, visibili e invisibili, e che stabilisce un ruolo per ciascuna di esse. Identifichiamo questo ordine con il progetto del G. A. dell&#8217;U., di cui diventiamo canali per la realizzazione della sua volont\u00e0, ma non sotto forma di cieca obbedienza a una serie di comandamenti, bens\u00ec come scoperta e conoscenza che ci\u00f2 che sento necessario in me, ci\u00f2 che risponde al mio bisogno interiore di ordine riflette il suo. Non saremo semplici esecutori, ma creeremo in noi e attraverso di noi il disegno del G. A. dell&#8217;U. Poich\u00e9 diventer\u00e0 il nostro stesso disegno, sapremo cosa \u00e8 giusto fare, nello stesso modo in cui un Maestro trova naturalmente il suo posto all&#8217;interno delle colonne.    <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Si potrebbe obiettare che agire in ossequio a dei comandamenti, piuttosto che agire perch\u00e9 sentiamo che lo stesso sorge dentro di noi, produce gli stessi effetti per l&#8217;obiettivo della salvezza dell&#8217;individuo. In definitiva, obbedire \u00e8 ci\u00f2 che ci viene richiesto, sia nell&#8217;ambiente sociale\/politico che in quello delle religioni istituzionalizzate. Tuttavia, fare qualcosa solo perch\u00e9 ci viene ordinato, anche se con convinzione, perch\u00e9 ritenuto comunque giusto, porta a una continua ripetizione delle stesse cose, nello stesso modo in cui la natura ripropone i propri cicli, dove non c&#8217;\u00e8 posto per un&#8217;evoluzione perch\u00e9 ci riporta a ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato detto, gi\u00e0 stato fatto. Anche le religioni considerano le loro verit\u00e0 come date e definitive, per cui sono gli eventi che devono conciliarsi con esse e che devono adattarsi ad esse e non viceversa. La creazione \u00e8 considerata un fatto chiuso e lo spazio che abitiamo gi\u00e0 definito in tutti i suoi aspetti. Perch\u00e9 avvenga un cambiamento in questo contesto, \u00e8 generalmente necessario che si verifichi un evento traumatico, cos\u00ec come in natura ogni evoluzione ha come effetto una mutazione che trasforma l&#8217;equilibrio preesistente. Se invece ci liberiamo da ogni condizionamento esterno per aderire a ci\u00f2 che la nostra coscienza sente come necessario per noi stessi, quindi ci mettiamo al servizio di un unico principio: quello della Verit\u00e0, per riprodurlo in noi stessi e attraverso di noi nel mondo, diventiamo uomini liberi, capaci di evolvere il nostro pensiero in funzione di ci\u00f2 che cambia intorno a noi, rendendo al contempo vivo il substrato da cui attinge la nostra coscienza. Lo spazio \u00e8 in continua trasformazione, in permanente creazione, perch\u00e9 in continua evoluzione \u00e8 la nostra capacit\u00e0 di acquisire la conoscenza della nostra vera natura e della vera natura del G. A. dell&#8217;U. Non \u00e8 l&#8217;atto in s\u00e9 che garantisce la salvezza, ma la conoscenza implicita dell&#8217;atto, che si esprime nel nostro modo di essere. \u00c8 un processo lento, di messa a punto, che pu\u00f2 portare all&#8217;identificazione tra il soggetto pensante e l&#8217;oggetto pensato, fino al punto in cui il segreto iniziatico sar\u00e0 rivelato all&#8217;adepto massone ed egli potr\u00e0 finalmente affermare: Io sono il G. A. dell&#8217;U.. In questa prospettiva il fine ultimo o la salvezza non consiste nell&#8217;incontrarsi in un luogo incantato dove soddisfare i propri desideri, ma, piuttosto, nel ricongiungimento e nella reintegrazione con l&#8217;unit\u00e0, nella condizione di non separazione con il G. A. dell&#8217;Unione.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Cosa ci ha separato, cosa ci tiene divisi su questo piano? Molti rispondono: il peccato, la disobbedienza, il destino, il karma, ma noi preferiamo rispondere: l&#8217;ignoranza, la mancanza di conoscenza del disegno divino, motivazione alla quale possiamo finalmente condurre le cose precedenti. Dobbiamo raggiungere la conoscenza del G. A. dell&#8217;U., per riprodurre l&#8217;ordine che egli ha stabilito per tutte le manifestazioni dell&#8217;essere. Ma come possiamo riconoscere e riproporre questo ordine? Il rischio grave che \u00e8 insito nell&#8217;approccio knoetico alla verit\u00e0 \u00e8 quello di continuare ad ascoltare e a sintonizzarsi sulle frequenze di ci\u00f2 che desideriamo pi\u00f9 intensamente, su ci\u00f2 che, anche a livello inconscio, l&#8217;influenza della cultura, delle persone vicine, dell&#8217;ambiente, delle esperienze di vita, ci inducono a riconoscere come giusto e vero. Indipendentemente da considerazioni di ordine morale, perch\u00e9 non \u00e8 detto che ci\u00f2 che desideriamo rappresenti il male, in ogni caso le aspirazioni del nostro spirito non sono la volont\u00e0 del G. A. Dell&#8217;U.. \u00e8 l&#8217;errore commesso dal Demiurgo, che, preso dal desiderio di imitare le emanazioni del Padre, ha creato un mondo in cui ha posto al centro la sua persona e il suo desiderio, sovrapponendo la propria legge a quella del Padre. \u00c8 facile cadere in un errore simile e porsi, a nostra volta, come demiurghi che seguono le aspirazioni della loro anima, convinti di riproporre l&#8217;ordine divino. Superare questo filtro e risalire all&#8217;Origine, al Principio ordinatore dell&#8217;esistenza, alla matrice di tutte le forme, richiede un grande sforzo di volont\u00e0 per abbandonare ogni criterio di valore preesistente in noi stessi, ogni sforzo della nostra ragione per ridurre le manifestazioni alla nostra capacit\u00e0 di comprensione, per lasciare alla nostra coscienza e alla nostra intuizione la possibilit\u00e0 di percepire la scintilla del messaggio primordiale e di riconoscerci in esso. \u00c8 un messaggio che riverbera ovunque, che anima la materia, che \u00e8 sempre stato ma che si rinnova e riacquista incessantemente una nuova forma, ogni volta che lo riproponiamo in noi e attraverso di noi, trasformando e determinando la realt\u00e0 che ci circonda. La mente, il pensiero, hanno influenza sulla materia, che ne siamo consapevoli o meno. Possiamo continuare ad adattarci alle leggi della natura e influire sulla sua evoluzione in modo traumatico e casuale, oppure, riconoscendo la necessit\u00e0 e lo scopo della nostra esistenza su questo piano, possiamo attingere ai piani spirituali per riconoscerci nel G. A. del progetto dell&#8217;U e realizzarlo. Quando l&#8217;Es meccanico lascia il posto all&#8217;Es spirituale, l&#8217;individuo smette di fare ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 probabile, per compiere un atto di volizione cosciente che porta a un cambiamento consapevole e finalizzato, che ripropone l&#8217;atto creativo. La chiave per la salvezza, il fine ultimo della creazione passa necessariamente attraverso la coscienza della sua origine: dal Principio.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>L&#8217;approccio esoterico portato avanti fino a questo punto, si basa sulla volont\u00e0 dell&#8217;uomo di ricercare la Verit\u00e0, attraverso una conoscenza introspettiva della propria natura, del microcosmo interno, cos\u00ec come \u00e8 in corrispondenza analogica con l&#8217;universo esterno, il macrocosmo. Si basa sull&#8217;intima convinzione che l&#8217;informazione primordiale che ordina l&#8217;intero universo sia inscritta in noi e che ne possediamo la memoria, che dobbiamo far risalire dal livello subconscio a quello cosciente. Non usa la logica come strumento di indagine, ma si affida all&#8217;intuizione; non deduce, ma dimostra da s\u00e9; non esegue, ma verifica; non crede, ma sente dentro di s\u00e9. \u00c8 facilmente comprensibile come un criterio cos\u00ec soggettivo possa essere considerato assolutamente improprio e inaffidabile, perch\u00e9 non supportato da prove oggettive. In altre parole, non pu\u00f2 essere paragonato a un metodo scientifico che offre dati e risposte certe alle domande sulle leggi della natura. Ma \u00e8 cos\u00ec? Vorrei tentare un breve sguardo alle principali teorie scientifiche della fisica per estrarre alcune idee sulla rappresentazione della realt\u00e0 che esse offrono.      <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>1900 &#8211; il fisico tedesco Max Planck, nel tentativo di spiegare come il campo elettrico rimanga in equilibrio all&#8217;interno di una scatola calda, deve inserire nelle sue equazioni un&#8217;ipotesi fino ad allora impensabile: l&#8217;energia non \u00e8 un unicum continuo, ma viaggia in pacchetti indivisibili di proporzioni definite e che sono proporzionali alla frequenza (cio\u00e8 al colore) delle onde elettromagnetiche, che egli chiama &#8220;quanti&#8221; di energia. In quel momento non riusciva a capire le ragioni alla base di questo comportamento dell&#8217;energia, ma la formula funziona. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>1905 &#8211; uno sconosciuto impiegato dell&#8217;ufficio brevetti di Berna, che risponde al nome di Albert Einstein, invia a una rivista scientifica 3 articoli in cui espone altrettante idee rivoluzionarie. Nel primo dimostra la natura corpuscolare della materia, riuscendo al contempo a effettuare la misurazione delle dimensioni dell&#8217;atomo. Dopo 2300 anni fu dimostrata l&#8217;intuizione di Democrito, il filosofo greco che per primo aveva postulato la composizione atomica della materia. Nel secondo articolo spiegava l&#8217;effetto fotoelettrico, ovvero il motivo per cui alcuni metalli, se bombardati da un fascio di luce, emettono elettroni. \u00c8 il lavoro per cui ricevette il Premio Nobel: per spiegare il fenomeno dovette confermare l&#8217;ipotesi di Plank secondo cui anche quella particolare onda elettromagnetica, che chiamiamo luce, \u00e8 divisa in &#8220;Quanta&#8221;, in corpuscoli di luce, a cui diede il nome di fotoni. Nel terzo articolo illustr\u00f2 la prima versione di quello che sarebbe diventato il suo capolavoro: la Teoria della Relativit\u00e0.     <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Due eventi i cui ulteriori sviluppi avrebbero cambiato per sempre non solo le conoscenze empiriche di tutta l&#8217;umanit\u00e0, ma anche il modo di fare scienza e di interpretare la realt\u00e0 fino ad allora unanimemente accettata dalla meccanica newtoniana, secondo la quale l&#8217;universo \u00e8 costituito da un contenitore chiamato spazio, all&#8217;interno del quale si muovono i corpi, attratti l&#8217;uno dall&#8217;altro da una forza chiamata gravit\u00e0, che si trasmette istantaneamente e direttamente dall&#8217;uno all&#8217;altro e che li obbliga ad abbandonare il moto lineare. Tutto questo avviene lungo l&#8217;asse di una misura assoluta chiamata tempo, in base alla quale ogni evento pu\u00f2 essere classificato come avvenuto prima o dopo rispetto agli altri. Nella meccanica classica, date le condizioni iniziali di un sistema fisico, \u00e8 possibile conoscere con precisione le sue evoluzioni future, nello spazio e nel tempo. Oltre a quella della gravit\u00e0, esiste un&#8217;altra forza che governa quasi tutti i fenomeni della natura: la forza elettromagnetica. Intorno alla met\u00e0 del Settecento, si studia l&#8217;elettricit\u00e0 e il magnetismo, e un genio visionario di nome Faraday immagina che le forze non possano essere trasmesse istantaneamente da un corpo all&#8217;altro, ma che si trasmettano e viaggino lungo una fitta rete di &#8220;linee di forza&#8221; che oggi chiamiamo &#8220;campo&#8221;, il quale, interponendosi tra le sorgenti elettriche e magnetiche, le modifica, e allo stesso modo si modifica. Ma sono linee reali? Come possiamo vederli? Basandosi sull&#8217;intuizione di Faraday, il grande matematico scozzese James C. Maxwell formul\u00f2 in una serie di equazioni l&#8217;azione dei campi e della forza elettromagnetica. La prima conseguenza \u00e8 la scoperta che magnetismo ed elettricit\u00e0 sono due aspetti di un&#8217;unica forza, che spiega una serie incredibile di fenomeni, tra cui il funzionamento degli atomi e il modo in cui le particelle si tengono insieme, ma la scoperta pi\u00f9 bella \u00e8 che le equazioni spiegano cos&#8217;\u00e8 la luce. Essi evidenziano come le linee di forza di Faraday possano vibrare e ondulare come le onde del mare, e che corrono a una velocit\u00e0 che Maxwell calcola essere pari a quella della luce! Quindi non solo sono reali ma &#8220;vediamo&#8221; solo le linee di Faraday che vibrano, e non \u00e8 tutto: possono vibrare con un&#8217;intensit\u00e0 diversa e queste frequenze non sono altro che i colori dello spettro della luce visibile, ma possono anche produrre onde con frequenze che non erano mai state viste fino ad allora&#8230;. sar\u00e0 Hertz a scoprire queste onde, con le quali Marconi costruir\u00e0 la prima radio.           <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Su queste premesse Einstein riformul\u00f2 completamente la meccanica newtoniana: con la teoria speciale della relativit\u00e0 del 1905 ipotizz\u00f2 che il tempo e lo spazio non sono due dimensioni assolute e indipendenti, ma sono collegate a formare una dimensione chiamata spazio-tempo, che, sulla base del postulato della costanza della velocit\u00e0 della luce (indipendentemente dalla velocit\u00e0 della sorgente di emissione e dallo stato di moto dell&#8217;osservatore), mantiene la validit\u00e0 delle leggi fisiche in tutti i sistemi di riferimento, ci\u00f2 significa che due osservatori in due sistemi diversi, in moto relativo tra loro, percepiranno, l&#8217;uno rispetto all&#8217;altro, valori diversi di spazio e tempo, consentendo (per velocit\u00e0 significative, prossime a quella della luce) il fenomeno della contrazione dello spazio e del tempo. I due osservatori non potranno percepire la simultaneit\u00e0 degli eventi, perch\u00e9, in base alla loro velocit\u00e0 relativa, vedranno i fatti in tempi diversi: non \u00e8 possibile stabilire un prima o un dopo assoluto. Allo stesso tempo abbiamo una dilatazione di quello che \u00e8 il tempo presente, per un osservatore, pari al tempo che la luce richiede per trasportare l&#8217;informazione di un evento (per un abitante della Terra questo presente esteso dura: pochi secondi dalla Luna, 15 minuti da Marte, 2 milioni di anni dalla costellazione di Andromeda). La nostra idea di un presente e di una successione di eventi \u00e8 dovuta solo ai limiti delle nostre percezioni. La tradizione esoterica ha sempre sostenuto che, quando ci si riferisce alla totalit\u00e0 dell&#8217;essere (l&#8217;intero universo?), non c&#8217;\u00e8 motivo di parlare di un prima e di un dopo, ma piuttosto di un eterno presente in cui tutto \u00e8 in contesto. Nel 1915, dopo 10 anni di gestazione, la teoria di Einstein trova il suo completamento con la formulazione della relativit\u00e0 generale: l&#8217;ultimo baluardo della meccanica classica, che riguardava lo spazio e la gravit\u00e0. Einstein ha avuto una grande intuizione nel capire che lo spazio non \u00e8 altro che il campo gravitazionale, che si piega e si curva sotto l&#8217;effetto della massa della materia. Non siamo immersi in un contenitore vuoto, ma lo spazio, o meglio, lo spazio-tempo \u00e8 come un mollusco flessibile (\u00e8 la definizione di Einstein) che si deforma a causa del peso della materia, e sono queste deformazioni a definire le orbite dei pianeti. \u00c8 una semplificazione impressionante del mondo: \u00e8 fatto solo di campi e particelle, tutti elementi materiali che si muovono, ondulano, si dilatano e si piegano. In questa visione, lo spazio-tempo si allunga e si accorcia sulla base delle masse vicine: non \u00e8 solo in relazione alle diverse velocit\u00e0 relative degli osservatori. La distorsione del tempo diventa oggettiva: scorre pi\u00f9 lentamente in prossimit\u00e0 delle grandi masse, la relativit\u00e0 generale prevede anche che lo spazio-tempo non sia chiuso ma si espanda e che l&#8217;espansione abbia avuto origine nell&#8217;esplosione di un universo minuscolo ed estremamente caldo: \u00e8 il Big Bang. Pochi volevano crederci, finch\u00e9 non hanno sentito l&#8217;urlo di Sophia. Le cosmogonie gnostiche raccontano che il Padre e le sue emanazioni vivevano in armonia all&#8217;interno del Pleroma, essenza di completezza e unione. Il figlio di Sophia ha cercato di imitare l&#8217;azione creatrice del Padre, ma ha dato vita al mondo delle dualit\u00e0 e delle divisioni, fuori dalla pienezza del Pleroma. Quando Sophia, la conoscenza, si rese conto che il frutto del proprio grembo aveva corrotto l&#8217;ordine divino, emise un urlo sia di dolore che di speranza, che dovrebbe fungere da faro per tutti coloro che volessero iniziare la ricerca dell&#8217;unit\u00e0 perduta, e che ancora risuona nell&#8217;universo.               Nel 1964 gli astronomi americani Arno Penzias e Robert W. Wilson scoprirono la radiazione cosmica di fondo che ancora oggi pervade l&#8217;intero universo. Quella di Sophia \u00e8 una metafora nata da un sapere antico, che aveva colto l&#8217;essenzialit\u00e0 dell&#8217;ordine cosmico. Ci dice che dal Grande. Bang, dall&#8217;inizio \u00e8 partito un segnale, una vibrazione che \u00e8 suono e luce, un messaggio che ancora oggi si riverbera in tutta la creazione e che contiene tutte le informazioni dell&#8217;ordine iniziale. Quell&#8217;informazione \u00e8 in tutta la materia; \u00e8 nello spazio e nel tempo, anch&#8217;essi materia; \u00e8 in ciascuno di noi, che siamo fatti di quella stessa materia: una combinazione di atomi e particelle che gli atanori stellari hanno distillato, a partire da quell&#8217;esplosione iniziale. \u00c8 a causa della limitazione dei nostri sensi se non riusciamo a percepire la piena valenza: un osservatore che, fin dall&#8217;inizio, viaggiasse alla velocit\u00e0 della luce, si troverebbe ai margini dell&#8217;espansione dello spaziotempo, e vivrebbe un presente continuo con la percezione istantanea di tutto ci\u00f2 che per l&#8217;universo \u00e8 stato e deve ancora essere.     <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Dall&#8217;immensamente grande all&#8217;immensamente piccolo. Gli studi quantistici di Plank, portati avanti dal fisico danese Niels Bohr, e da altri brillanti fisici, che danno vita a una nuova meccanica detta quantistica, Bohr fu il primo a ipotizzare che anche l&#8217;energia degli elettroni fosse &#8220;quantica&#8221;, cio\u00e8 potesse assumere solo certi valori discreti, e che questi potessero solo saltare da una all&#8217;altra delle orbite atomiche consentite (salti quantici). Nel 1925 il cambiamento: Heisenberg formula le prime equazioni della meccanica quantistica ipotizzando che gli elettroni non esistano sempre, ma che si materializzino solo quando interagiscono con un altro sistema, attraverso salti quantici, che sono gli unici momenti in cui sono reali. Tra un salto e l&#8217;altro, quando nessuno interagisce con loro, non si trovano in un luogo preciso e non \u00e8 possibile determinare con precisione posizione e velocit\u00e0, ma solo criteri probabilistici. Non \u00e8 nemmeno possibile stabilire con precisione dove l&#8217;elettrone riapparir\u00e0. La probabilit\u00e0 prende il posto del determinismo classico. La realt\u00e0 materiale non \u00e8 oggettiva, ma dipende dalle interazioni tra soggetto e oggetto. La meccanica quantistica non descrive le caratteristiche intrinseche di un sistema fisico, ma solo come questo sistema fisico viene percepito da un altro sistema fisico che, con la sua interazione, modifica l&#8217;evoluzione del primo. La realt\u00e0 pu\u00f2 essere percepita solo come interazione.        <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Nel frattempo vengono scoperte nuove particelle elementari (neutrini, quark, bosoni, gluoni, positroni), la cui natura \u00e8 descritta dalla meccanica quantistica. In effetti non sono particelle, n\u00e9 corpuscoli: sono i quanti di energia dei rispettivi campi, come il fotone \u00e8 il quanto del campo elettromagnetico. Assumono la natura di particelle o di onde in base al sistema con cui entrano in relazione, o meglio, in base alla natura del sistema con cui si relazionano, ci aspettiamo che assumano. A tal fine, l&#8217;esperimento della doppia fenditura \u00e8 illuminante. Se si fa passare un flusso di elettroni o fotoni attraverso una fenditura, sullo schermo posto dietro si identifica la loro natura di particelle. Se la facciamo passare attraverso due fenditure sullo stesso pannello, notiamo sullo schermo retrostante le tipiche interferenze che le onde creano (come quelle del mare quando passano attraverso uno stretto: superandolo si sovrappongono e interferiscono tra loro). Se poi si lascia passare un solo elettrone o un solo fotone alla volta attraverso una sola fenditura, si nota nuovamente la natura corpuscolare. Ma, e questa \u00e8 la cosa straordinaria, lo stesso singolo elettrone o fotone sparato contro un pannello con due fenditure, sul pannello dietro ha prodotto la stessa interferenza d&#8217;onda, come se fosse passato attraverso entrambi i fori! Cambiando il modo in cui guardiamo un evento fisico, cambiamo anche la natura dell&#8217;evento stesso; non solo la realt\u00e0 si manifesta solo quando la osserviamo, cio\u00e8 quando interagiamo con essa, ma definiamo anche &#8220;la forma della manifestazione&#8221;.        <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Possiamo ancora affermare che la scienza \u00e8 solo esattezza e determinismo, una descrizione oggettiva della realt\u00e0, mentre il pensiero e la consapevolezza, richiamati dalla tradizione esoterica, sono solo fantasie, senza alcun punto di contatto con la realt\u00e0 oggettiva? Cosa \u00e8 reale, cosa \u00e8 oggettivamente tale? Il fisico James Jeans (1877 &#8211; 1946) nel libro &#8220;L&#8217;universo misterioso&#8221; scrive: &#8220;la corrente della coscienza va verso una realt\u00e0 meccanica: l&#8217;universo comincia ad assomigliare sempre pi\u00f9 a un grande pensiero piuttosto che a una grande macchina. La mente non sembra essere un intruso accidentale all&#8217;interno del regno della materia (&#8230;.), ma dovrebbe essere accolta come creatore e governatore del regno della materia.   <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>De Broglie fu il primo a ipotizzare la natura ondulatoria della materia, oggi universalmente accettata. Abbiamo visto come le linee di forza dei campi oscillino e come le particelle elementari alla base di tutta la materia non siano altro che le vibrazioni dei rispettivi campi, dove oscillano continuamente tra l&#8217;esistente e il non esistente. La vibrazione non \u00e8 altro che un suono, e tutta la tradizione cabalistica si basa sul presupposto che le lettere dell&#8217;alfabeto ebraico siano associate a vibrazioni speciali alla base della creazione e della trasformazione della materia. Ogni cosa ha un suo nome, nel senso che corrisponde a un preciso suono\/vibrazione che l&#8217;ha &#8220;chiamata all&#8217;esistenza&#8221;. Pensiamo al Libro della Genesi, dove si dice che Dio condusse ad Adamo gli animali che aveva plasmato perch\u00e9 potesse dare loro &#8220;un nome&#8221;: in qualunque modo li avesse chiamati, quello sarebbe stato il loro nome, cos\u00ec che sarebbero stati il risultato della vibrazione corrispondente al loro nome. Per la Cabala, i nomi e le cose sono simili a &#8220;fiamme tremule&#8221; che nascono da un&#8217;unica radice: il nome di Dio, che ha infinite varianti, ma tutte impronunciabili.     <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La visione probabilistica della realt\u00e0, cos\u00ec come viene presentata dalla fisica quantistica, richiama un ordine che sottende la stessa realt\u00e0 che esiste potenzialmente in tutte le forme possibili, che poi trovano espressione in un ordine esterno, frutto di una delle tante espressioni possibili. Si deve al fisico David Bohm la visione di un universo convenzionale, dove esiste un piano implicito in cui tutto \u00e8 pura energia che contiene tutte le manifestazioni potenziali. In esso si formano le implicazioni, cio\u00e8 le istruzioni, il messaggio e la matrice di ci\u00f2 che poi trova forma nell&#8217;ordine esplicito, che \u00e8 la realt\u00e0 del fenomeno. La trasmissione dell&#8217;informazione tra un ordine implicato e uno esplicato non avviene attraverso un passaggio fisico tra due mondi separati, ma attraverso una &#8220;risonanza&#8221;, un &#8220;olo-movimento&#8221; come lo definisce lui, per cui tutta l&#8217;informazione originaria viene istantaneamente trasferita in una qualsiasi delle varie forme che diventano reali.   <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Una connessione non locale, a una velocit\u00e0 superiore a quella della luce (che nella fisica einsteiniana rappresenta invece il limite di velocit\u00e0 a cui possono viaggiare) che oggi trova una conferma nel fenomeno dell&#8217;Entanglement. Le particelle del mondo a noi visibile non sono quindi entit\u00e0 singolarmente frammentate, ma estensioni di un&#8217;unica totalit\u00e0 fondamentale; i riflessi emessi da una singola luce sono molteplici. Secondo Bohm viviamo in un universo in-formato, dove le manifestazioni sul piano sensoriale, per quanto numerose possano essere, sono solo un riflesso di un&#8217;unica realt\u00e0 sottostante. L&#8217;esempio dei pesci nell&#8217;acquario \u00e8 famoso. Supponiamo di avere due telecamere che riprendono un pesce in un acquario: una di fronte e l&#8217;altra di lato. Se ci fermiamo alle due immagini trasmesse ai due monitor. Potremmo pensare di avere due pesci diversi, data la diversa angolazione da cui sono ripresi dalle telecamere. Invece, quando il pesce si muove, le telecamere trasmettono il movimento istantaneamente e un osservatore che ignora la situazione reale potrebbe pensare che i &#8220;due&#8221; pesci si stiano muovendo simultaneamente, mentre in realt\u00e0 sono immagini diverse di un&#8217;unica realt\u00e0 sottostante. Lo strumento a disposizione di tutti gli esseri, per comprendere la Verit\u00e0, \u00e8 dato dalla coscienza, che crea un legame diretto tra l&#8217;ordine implicito e quello esplicito, in modo che l&#8217;uno possa riconoscersi nell&#8217;altro, in modo che possano annullare l&#8217;apparenza per svelare l&#8217;ordine reale dell&#8217;essere. Queste affermazioni non vi suonano familiari?         <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La teoria della relativit\u00e0 generale e la teoria quantistica standard delle particelle. Due monumenti che hanno cambiato la percezione del mondo anche per la scienza. Due teorie costruite su equazioni matematiche in base alle quali sono stati previsti molti fenomeni, che sono stati dimostrati dai fatti (uno per tutti: la scoperta dell&#8217;anti-elettrone o positrone, era prevista dalle formule di Dirac. Poco dopo tali particelle sono state identificate: \u00e8 la scoperta dell&#8217;antimateria). Due teorie che funzionano. Sono quindi esatti? Anche le formule di Tolomeo per calcolare le orbite dei pianeti funzionano, anche la formula di Newton, eppure le loro rappresentazioni delle realt\u00e0 sottostanti sono state successivamente confutate e sostituite da altre visioni. Lo stato di comprensione della Verit\u00e0 \u00e8 quindi un processo continuo che dipende dalla conoscenza che ne abbiamo. Finch\u00e9 tale conoscenza non si estende ai gradi successivi, ci\u00f2 che sappiamo pu\u00f2 apparire parziale, ma comunque vero. Intendo dire che in ogni epoca ci\u00f2 che \u00e8 stato &#8220;creduto&#8221; come vero, lo \u00e8 stato perch\u00e9 era ci\u00f2 che era permesso dalle capacit\u00e0 umane in quel momento. Ma voglio anche dire che non possiamo credere di conoscere la Verit\u00e0 per questo motivo, come purtroppo sostengono molte, troppe organizzazioni di ogni tipo. Per questo dobbiamo coltivare il dubbio, per questo dobbiamo essere tolleranti, che io interpreto come un invito a permettere a tutti di coltivare i propri dubbi e seguire le proprie intuizioni.          <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Quello che sappiamo \u00e8 vero, ma non \u00e8 la Verit\u00e0. La teoria della relativit\u00e0 generale e la teoria quantistica standard delle particelle sono vere, ma incompatibili tra loro: per Einstein il mondo \u00e8 uno spazio curvo dove tutto \u00e8 continuo. Per la teoria quantistica il mondo \u00e8 uno spazio piatto in cui i &#8220;quanti&#8221; fremono, pacchetti finiti di energia. La scienza sta facendo molti tentativi per integrare le due teorie in un&#8217;unica teoria del tutto per l&#8217;unificazione delle forze. Si parla di Teoria delle Stringhe, dove si prevedono 11 dimensioni (le stesse delle Sephirot!), di multiversi, di gravit\u00e0 quantistica a loop. Quest&#8217;ultima teoria propone una visione interessante. Abbandona lo spazio continuo e assume la forma formata dai quanti, particelle gravitazionali che non sono nello spazio, ma &#8220;sono&#8221; spazio, che si forma, si materializza per la loro interazione con altre particelle. Ma la cosa pi\u00f9 innovativa \u00e8 che, dalle formule, scompare la variabile del tempo, nel senso che il tempo non \u00e8 pi\u00f9 un elemento esterno al mondo a cui si riferiscono gli eventi, ma nasce totalmente all&#8217;interno del mondo, \u00e8 anche il risultato dell&#8217;interazione tra particelle. Il tempo nasce nel mondo ed \u00e8 funzionale al sistema per cui nasce. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, uno spazio che contiene il mondo. Il tempo e lo spazio non esistono, se non in funzione della necessit\u00e0 di un sistema fisico di esprimersi in relazione ad altri sistemi fisici. Ancora una volta un mondo fatto di relazioni pi\u00f9 che di cose.           <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Come si relaziona tutto questo con ci\u00f2 che i nostri sensi normalmente ci trasmettono sullo scorrere del tempo, sulla successione degli eventi, sulla consistenza della materia e sulla stessa possibilit\u00e0 che, date certe condizioni, i sistemi si evolvano secondo leggi deterministiche, anzich\u00e9 probabilistiche, come insegna la fisica quantistica? La risposta risiede nel concetto di relazione. Anche quando la tradizione esoterica afferma che il tempo e lo spazio non esistono, non intende negare l&#8217;esperienza dei fenomeni, n\u00e9 la fisica dice che ogni sistema fisico non ha una sua realt\u00e0 intrinseca. Si intende piuttosto dire che, poich\u00e9 ogni sistema esiste come interazione e relazione con altri, con i quali entra in relazione e con i quali pu\u00f2 entrare in relazione. Questo vale anche per l&#8217;uomo: \u00e8 vero che a livello subatomico tutto \u00e8 probabilistico e tutto potrebbe accadere, ma accade quando i sistemi entrano in relazione con noi, e quando entriamo in relazione, ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 probabile accadr\u00e0 per noi, dati i pochi aspetti per cui ci relazioniamo. Se potessimo entrare in relazione con pi\u00f9 o addirittura con tutti gli aspetti di un sistema, o in un modo diverso da quello attuale, allora saremmo in grado di farlo in modo completamente diverso.     <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Pertanto, dicendo che la realt\u00e0 o il tempo non esistono, intendiamo dire che il tempo e la realt\u00e0 possono non essere solo come li percepiamo al nostro attuale livello di esperienza\/conoscenza. Sappiamo usare solo una parte del potenziale del cervello umano, cos\u00ec come usiamo solo una parte dei geni del nostro DNA, allo stesso modo in cui nell&#8217;universo esiste una forma di energia e di materia, ancora oggi chiamata oscura, di cui notiamo gli effetti ma che non siamo riusciti a identificare. Diventando consapevoli di tutto questo, possiamo raggiungere la capacit\u00e0 di interagire con la realt\u00e0, fondere la nostra mente con quella universale ed essere capaci di integrarci con l&#8217;ordine che la governa. Dove possiamo trovare l&#8217;energia e le informazioni necessarie a questo scopo? Forse la risposta era gi\u00e0 stata data pi\u00f9 di 2500 anni fa, quando un saggio sconosciuto scrisse l&#8217;esortazione &#8220;Nosce te ipsum&#8221; sul frontone del tempio di Apollo a Delfi.    <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>ORDO AB CHAO. Abbiamo fatto una rapida disamina di molti aspetti legati alla tradizione esoterica e alla ricerca scientifica, rischiando per\u00f2 di essere poco organici e superficiali. Ma al centro del concetto di Ordine, oggetto di questo seminario, c&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0 di ricondurre a un&#8217;unit\u00e0, a una visione unitaria e omogenea, tutti gli aspetti che concorrono a definire la nostra percezione della realt\u00e0, della Verit\u00e0, in modo da coglierne la pi\u00f9 intima essenza. Anche se i percorsi e i campi di miglioramento sono molteplici, non dobbiamo mai perdere di vista lo scopo dell&#8217;insieme. Altrimenti rischiamo di diventare come i tecnici che, dopo aver smontato una radio per vedere tutti i pezzi, si chiedono dove sia finita la musica &#8230;&#8230; Questo \u00e8 ci\u00f2 che la Massoneria cerca di promuovere attraverso il lavoro di Loggia: mettere insieme le esperienze e le sensibilit\u00e0 di ogni Fratello per poter unire ci\u00f2 che \u00e8 separato, nel cammino verso la luce che ci unisce.    <br\/><br\/>Cos\u00ec ho detto&#8230;<br\/><br\/><\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-left\">B\u2234 A\u2234 T\u2234<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse non ce n&#8217;\u00e8 uno pi\u00f9 delicato e gravido di conseguenze come questo: ORDO AB CHAO, ordine dal caos. 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