{"id":3793,"date":"2017-04-30T14:29:00","date_gmt":"2017-04-30T12:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/seo-berater-salzburg.at\/cglem\/arrendersi-al-mondo\/"},"modified":"2025-06-13T11:21:51","modified_gmt":"2025-06-13T09:21:51","slug":"arrendersi-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cglem.org\/it\/montebelli-it\/arrendersi-al-mondo\/","title":{"rendered":"Arrendersi al mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>Caro lettore nella forma di saluto appropriata!<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ieri abbiamo ascoltato tre interessanti relazioni su altrettanti percorsi mistici ed esoterici finalizzati alla ricerca della Verit\u00e0, come mezzo privilegiato per assicurarsi la salvezza. Non intendiamo qui riassumere quanto ascoltato, n\u00e9 cercare di fare un confronto tra loro, ma piuttosto sviluppare in modo pi\u00f9 generale una riflessione sulle peculiarit\u00e0 delle vie iniziatico-religiose, cercando, laddove possibile, di dare conto delle analogie con il percorso massonico. E poich\u00e9 crediamo che uno degli elementi chiave comuni a ogni percorso iniziatico, di qualsiasi natura, sia l&#8217;esercizio della libert\u00e0 individuale, questo lavoro sar\u00e0 fondamentalmente sulla LIBERT\u00c0.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ora, se dovessimo chiedere quale azione, nell&#8217;immaginario collettivo, si identifica maggiormente con l&#8217;idea di libert\u00e0, siamo quasi certi che la risposta sarebbe: viaggiare. Capelli al vento (per i fortunati che possono), e via! Il mondo \u00e8 nostro da scoprire.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Forse il nostro approccio alla religione non \u00e8 molto diverso da quello che abbiamo quando decidiamo di fare un viaggio. Alcuni preferiscono affidarsi ai tour operator: conoscono il mondo, quindi sono considerati i pi\u00f9 adatti a guidare gli altri alla scoperta dell&#8217;ignoto. E anche se questo significa che tutti i viaggiatori finiscono per ripetere gli stessi viaggi e vedere le stesse cose che altri hanno scelto per loro, si tratta di un inconveniente minore rispetto al piacere e alla garanzia del risultato finale. Infatti, il grado di soddisfazione \u00e8 determinato a priori: fidatevi di noi e &#8220;vivete una vacanza da sogno&#8221;; &#8220;scegliete la vera avventura&#8221;; &#8220;ecco il tour romantico che vi far\u00e0 innamorare&#8221;; e cos\u00ec via. Vogliamo cos\u00ec tanto che tutto corrisponda alle aspettative che, ad esempio, i tour operator assumono musicisti per risparmiare ai turisti la delusione di scoprire che noi italiani non abbiamo l&#8217;abitudine di suonare il mandolino mentre mangiamo gli spaghetti. Questo \u00e8 ci\u00f2 che richiede la tradizione, altrimenti qualcuno potrebbe iniziare a pensare che forse il mondo non \u00e8 esattamente quello mostrato negli opuscoli turistici.     <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Tuttavia, e per fortuna, a volte il dubbio sorge. Se l&#8217;approccio iniziale pu\u00f2 essere simile a quello di una visita guidata, durante il viaggio qualcuno potrebbe sentire il bisogno di guardare oltre i percorsi previsti, oltre gli stereotipi consolidati e i suonatori di mandolino a noleggio. Forse ora vogliono vedere il mondo con i loro occhi, percorrerlo con le loro gambe, ignari di dove li condurr\u00e0 il viaggio, della gioia e del dolore che il viaggio potrebbe dare loro, ma con un grande desiderio: conoscere! Conoscere i Paesi e le persone al di l\u00e0 delle vetrine che altri hanno allestito per loro.   <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Oserei dire che le rivelazioni presumibilmente custodite e interpretate dalle grandi religioni istituzionali sono molto simili ai pacchetti vacanza all-inclusive. Secoli di interpretazioni ed esegesi hanno finito per selezionare, impacchettare, cristallizzare in tappe e percorsi prestabiliti il cammino spirituale degli individui. Hanno imbrigliato il loro desiderio di divino all&#8217;interno di schemi pianificati, hanno in qualche modo conformato il senso di mistero che l&#8217;esistenza suscita nelle persone, dando loro una ragione e una giustificazione ben definita. &#8220;Seguite il programma e troverete ci\u00f2 che vi abbiamo promesso&#8221;. In tali contesti, la rivelazione \u00e8 un quadro completo e definitivo in s\u00e9, non soggetto a modifiche, interpretazioni o adattamenti, almeno nelle sue parti fondamentali, e sulla scia dei movimenti dei popoli che si evolvono nei loro costumi, nell&#8217;etica e nella morale, di fronte agli interrogativi che il progresso scientifico e tecnologico solleva, le religioni del Libro oppongono la loro monolitica staticit\u00e0, perch\u00e9 cambiare la Legge per adattarsi al nuovo \u00e8 impensabile; gli uomini devono risalire ad essa. Le rare occasioni di apertura sono sempre imperniate sull&#8217;aspetto sociale e sulla necessit\u00e0 di mantenere un contatto con quella parte di popolazione che, a volte anche suo malgrado, tende ad allontanarsi da un&#8217;espressione religiosa che non si sente pi\u00f9 rispondente come prima ai suoi bisogni spirituali. In queste occasioni, la misericordia e l&#8217;attenzione ai bisogni dell&#8217;umanit\u00e0 si basano comunque sulla dottrina, senza una vera e propria revisione del canone. Tuttavia, c&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;ortodossia che si oppone a queste timide concessioni, perch\u00e9 sono ancora considerate una deviazione dalla &#8220;purezza&#8221; della rivelazione.       <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Per quelle che abbiamo definito vie mistiche o religioni esoteriche, la rivelazione \u00e8 solo un punto di partenza, un momento di contatto tra l&#8217;umano e il divino che non doveva ratificare un eterno rapporto di sudditanza, una distanza insormontabile tra la creatura e il creatore, ma piuttosto un invito a colmare questa distanza, a percorrere un cammino che, attraverso la conoscenza di ci\u00f2 che \u00e8 stato rivelato, pu\u00f2 portare a Dio. Nessuna regola da seguire o obbligo da adempiere, ma il libero esercizio della volont\u00e0 di indagare personalmente e direttamente il mistero divino, di riviverlo, di interiorizzarlo e assorbirlo, per diventare una cosa sola con esso. In questa prospettiva, la salvezza non dipende dall&#8217;osservanza della Legge, ma dalla conoscenza della logica che l&#8217;ha stabilita; non dall&#8217;obbedienza cieca, ma dalla condivisione della stessa natura da cui la Legge promana; in una parola, dall&#8217;identificazione tra l&#8217;uomo e Dio. Questo approccio non \u00e8 in contrasto con l&#8217;evoluzione delle buone maniere o della morale, con i progressi tecnologici o le scoperte scientifiche, che contribuiscono al cambiamento dei valori. perch\u00e9 non sono un ostacolo alla conoscenza di Dio, n\u00e9 rappresentano necessariamente la negazione della sua volont\u00e0.    <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Le religioni istituzionali appaiono legate a una visione statica e a un contesto storicizzato del Divino, essendo vincolate a una sua apparizione in un particolare momento storico che segna anche il limite della comprensione. In altre parole: dal fulmine che incendia l&#8217;albero alle divinit\u00e0 che governano i cicli vitali della natura, dal Dio di Mos\u00e8 alla predicazione di Cristo, dal Sigillo dei Profeti al Libro di Mormon, in ogni tempo e luogo le rivelazioni divine devono essere state limitate al livello di comprensione disponibile all&#8217;umanit\u00e0 in quel momento. In questa prospettiva, devono necessariamente essere considerate tutte vere, in quanto rispondenti alla reale cognizione del divino posseduta da chi ha ricevuto queste rivelazioni. Ma ognuna di esse non era e non \u00e8 che una manifestazione parziale della Verit\u00e0, e come tale \u00e8 destinata a essere superata dalla maggiore capacit\u00e0 di penetrare il Mistero Ineffabile che l&#8217;umanit\u00e0 ha acquisito e sta tuttora acquisendo nel suo percorso evolutivo. Cos\u00ec anche le religioni attuali, che si sono fatte custodi e guardiane dell&#8217;ortodossia, che credono di possedere la parola completa e definitiva, dovranno riconoscere il superamento dei dogmi su cui si basano, perch\u00e9 non farlo significherebbe sospendere il cammino verso la Verit\u00e0.    <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Dio si \u00e8 rivelato (e si rivela) nella misura in cui siamo in grado di comprenderlo, e la nostra capacit\u00e0 di farlo non cambia la sua essenza, ma ci permette di abbandonare gradualmente i suoi aspetti esteriori, legati alla vita materiale, rendendolo sempre pi\u00f9 ontologicamente legato alla nostra stessa essenza, al nostro essere, al nostro sentire interiore.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Questo \u00e8 lo scopo delle vie religiose esoteriche: tornare alla conoscenza diretta e non di seconda mano della Verit\u00e0, al di l\u00e0 delle contingenze e delle manifestazioni fenomenologiche della nostra esistenza materiale, alla ricerca del Principio che ha dato origine a tutto e che ne costituisce la sostanza. Essi attingono alle rivelazioni non letteralmente, ma riconoscendone l&#8217;insegnamento simbolico, trasformando l&#8217;anelito religioso da cieca obbedienza a un processo dinamico, a una via, a un percorso di ricerca che ci fa sentire Dio e la sua Parola come parte di noi e noi come parte di Lui, che pensa la creazione non come un evento definitivo e risolto, ma come una costruzione continua di cui gli individui sono contemporaneamente l&#8217;oggetto e il soggetto, gli strumenti e il risultato, l&#8217;inizio e la fine, il mezzo e il fine: un processo di identificazione che porta anche noi massoni a dichiarare: noi siamo il G. A.O.T.U..A.O.T.U.. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Due visioni opposte del rapporto dell&#8217;uomo con il divino, che implicano due modi diversi di vivere la realt\u00e0: una basata fondamentalmente su un vincolo di necessit\u00e0, per cui l&#8217;uomo \u00e8 un oggetto passivo che pu\u00f2 solo accettare ci\u00f2 che gli viene dato; l&#8217;altra ispirata a una visione di libert\u00e0, per cui l&#8217;uomo \u00e8 il soggetto attivo che pu\u00f2 orientare la propria volont\u00e0 alla ricerca della propria dimensione spirituale.<br\/><br\/><br\/>Pertanto, la capacit\u00e0 di intraprendere percorsi esoterici di conoscenza dipende dall&#8217;esercizio della libert\u00e0 individuale. Iniziamo allora anche noi un viaggio attraverso questa doppia lettura della realt\u00e0, per poter argomentare il senso di tale affermazione. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Considerando l&#8217;esistenza e le azioni degli individui sul piano materiale, possiamo davvero parlare di libert\u00e0? Come si pu\u00f2 definire ed esercitare? <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Si tratta di un tema molto dibattuto in filosofia: alcuni negano l&#8217;effettivo esercizio della libert\u00e0 individuale, come Spinoza, mentre altri considerano la libert\u00e0 come una condizione inerente alla natura umana, come Cartesio. Chi nega la possibilit\u00e0 di un reale esercizio della libert\u00e0 si riferisce principalmente alla dipendenza della vita stessa dalle leggi della natura, dalle esigenze della nostra parte fisica. Siamo legati al nostro corpo e l&#8217;istinto ci impone la soddisfazione dei suoi bisogni. Ma l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 riuscita a liberarsi dai capricci della natura e oggi i bisogni primari legati alla mera sopravvivenza non sono pi\u00f9 (almeno per molte persone) l&#8217;unico fattore determinante delle proprie azioni. Pertanto, l&#8217;essere umano pu\u00f2 effettivamente dedicarsi alla soddisfazione dei desideri, coltivare le proprie passioni ed esprimere tutta la creativit\u00e0 di cui \u00e8 capace e, seguendo l&#8217;ispirazione della propria volont\u00e0, indirizzarla verso ci\u00f2 che gli d\u00e0 pi\u00f9 gioia e piacere. \u00c8 un esercizio efficace della libert\u00e0? Schopenhauer diceva: &#8220;Un uomo pu\u00f2 fare ci\u00f2 che vuole, ma non volere ci\u00f2 che vuole&#8221;, perch\u00e9 l&#8217;oggetto del suo desiderio non nasce da una libera determinazione della volont\u00e0, \u00e8 piuttosto quest&#8217;ultima che viene determinata dal desiderio stesso, diventandone dipendente. Tuttavia, anche gli stimoli che ci colpiscono possono essere controllati e persino espulsi dalla nostra vita.       <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Quindi, siamo liberi nelle nostre determinazioni o siamo vincolati, costretti dalla nostra stessa natura?<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Allargando la prospettiva all&#8217;intera creazione, il tema pu\u00f2 essere posto come segue: il mondo cos\u00ec come lo conosciamo \u00e8 il risultato di leggi rigide che ne hanno determinato lo sviluppo passato e ne regolano quello futuro, senza la possibilit\u00e0 di interferire con nessuna di esse? Oppure il mondo \u00e8 il risultato della libera interazione delle sue componenti, che hanno determinato uno dei suoi possibili sviluppi senza influenzare anche quelli futuri? <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ecco che la scienza ci viene in aiuto. Secondo Einstein, l&#8217;universo si muove seguendo una precisa esigenza fisica: &#8220;Dio non gioca a dadi con l&#8217;universo&#8221;, diceva. Per i fisici quantistici, l&#8217;universo non ha una struttura deterministica, ma risponde a principi probabilistici che esistono solo in relazione agli osservatori. &#8220;Einstein, non dire a Dio cosa fare&#8221;, disse Niels Bhor. Anche la struttura stessa della materia, la cosa &#8220;pi\u00f9 reale&#8221; che siamo in grado di valutare, sembra soffrire di quella dualit\u00e0 e di quelle contraddizioni che affliggono la sfera dell&#8217;azione umana.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>In ambito sociale e politico, la libert\u00e0 \u00e8 la condizione ritenuta necessaria per garantire l&#8217;espressione della personalit\u00e0 individuale, con l&#8217;obiettivo dichiarato di assicurare ai cittadini il perseguimento del proprio benessere fisico, economico e morale. Ma come concederlo? Dando sempre la priorit\u00e0 agli interessi del singolo o a quelli dell&#8217;intera comunit\u00e0? A seconda dei tempi, dei luoghi e delle circostanze, l&#8217;ideale della libert\u00e0 politica e sociale ha visto varie incarnazioni, apparendo a volte come una conquista, a volte come un compromesso o una negoziazione, a volte come una concessione, con una delle due priorit\u00e0 sopra citate come elemento chiave. In linea di massima, i gruppi sociali pi\u00f9 organizzati e influenti fanno prevalere il loro punto di vista, con l&#8217;obiettivo primario di salvaguardare i propri interessi pi\u00f9 che la realizzazione di un modello ideale di libert\u00e0. Quindi la libert\u00e0, anche in questa prospettiva, lungi dall&#8217;essere un riferimento univoco \u00e8 piuttosto un concetto flessibile, sempre rivedibile, a volte usato come giustificazione per vere e proprie atrocit\u00e0 contro i gruppi sociali pi\u00f9 deboli.     <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Per le religioni istituzionali abbiamo gi\u00e0 visto come la Legge, e l&#8217;esegesi che se ne trae, rappresentino la guida e insieme il limite entro cui ogni azione umana deve esercitarsi.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>In questo senso vale la pena ricordare che le religioni abramitiche, basandosi sull&#8217;onniscienza e l&#8217;onnipotenza di Dio, che di per s\u00e9 \u00e8 solo bene e perfezione, attribuiscono all&#8217;uomo tutte le forme di male e imperfezione del mondo, poich\u00e9 queste non possono in alcun modo derivare da Dio.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Poi, al di l\u00e0 di trovare una ragione per il dolore e il male prodotti dalla natura, come cataclismi o malattie, anche soffermandosi sulla facolt\u00e0 peculiare dell&#8217;uomo, cio\u00e8 la libert\u00e0, di scegliere se operare per il bene o optare per il male, si dovrebbe distinguere tra il male fatto per ignoranza, per il quale non si dovrebbe parlare di colpa volontaria, e il male fatto con intenzionalit\u00e0.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ma perch\u00e9 l&#8217;uomo, amata creatura di Dio fatta a Sua immagine e somiglianza, dovrebbe desiderare il male?<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Di fronte a queste problematiche, le posizioni assunte come spiegazione sono fondamentalmente tre: l&#8217;atteggiamento nichilista di chi, di fronte alle contraddizioni della vita, alle sue tragedie, ai soprusi dei pi\u00f9 forti sui deboli, rifiuta l&#8217;idea stessa di Dio perch\u00e9 in un mondo cos\u00ec non c&#8217;\u00e8 modo di riconoscere la sua azione. C&#8217;\u00e8 poi l&#8217;atteggiamento fatalista di chi, al contrario, vede l&#8217;azione di Dio in ogni cosa, poich\u00e9 il disegno di Dio \u00e8 talmente imperscrutabile da rendere vano chiedersi le ragioni delle tragedie o delle gioie della vita: bisogna solo accettarle, tutto qui, e rimettersi nelle sue mani. Infine, l&#8217;atteggiamento razionalista, per cui si tende a spiegare il dolore che pervade la vita come risultato del comportamento del cattivo, nel caso del male volontario, o come preparazione a un bene maggiore nel caso del male innocente (il dolore \u00e8 finalizzato alla salvezza).  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>In definitiva, volendo comunque prescindere dagli atteggiamenti intellettuali presi a giustificazione della teodicea, cio\u00e8 dal problema della presenza del male all&#8217;interno della Creazione, resta da sciogliere il nodo legato al modo in cui l&#8217;uomo pu\u00f2 comunque riscattarsi di fronte a Dio.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Al di l\u00e0 delle peculiarit\u00e0 di ogni singola religione, c&#8217;\u00e8 una contraddizione di fondo che le riguarda tutte, ovvero la prevalenza ora data all&#8217;azione della Grazia divina, per cui il perdono e la salvezza sono un&#8217;esclusiva concessione divina, ora data all&#8217;azione delle opere di misericordia umane, che invece dipendono dalla volont\u00e0 di redenzione dell&#8217;individuo.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Da cosa ha origine la salvezza? Per necessit\u00e0 divina, o per azione della Grazia, o per esercizio della libert\u00e0 umana, o per coerenza delle opere? <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Solo sempre pi\u00f9 contraddizioni, antinomie, visioni alternative, conflitti. Ma \u00e8 proprio questo che caratterizza il mondo exoterico o, per usare un termine a noi pi\u00f9 familiare, il mondo della bestemmia. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Profanamente parlando, non ci sono argomenti che portino a preferire una tesi piuttosto che un&#8217;altra: da questo punto di vista possono essere considerate tutte vere, e la prevalenza dell&#8217;una o dell&#8217;altra \u00e8 una questione di fede, di pensiero, di convinzione scientifica, di cultura, non potendo discernere un metacriterio in base al quale confrontarsi e fare scelte univoche. Tesi e antitesi sono equivalenti. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>In definitiva, la scelta tra opinioni opposte \u00e8 una questione di convenienza o di opportunit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 questo che in ultima analisi guida l&#8217;individuo nel contesto profano: il perseguimento di un interesse, di qualsiasi natura e per qualsiasi scopo sia destinato. Sulla base di questo obiettivo gli individui sono naturalmente portati a volersi liberare delle tante contraddizioni che investono la sfera del loro agire, operando sempre una scelta, da difendere poi da tutti e contro tutti coloro che fanno scelte diverse. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>In questo senso, ogni individuo esercita ed esprime la propria libert\u00e0: seguendo gli impulsi del proprio io, dei propri sentimenti, delle convinzioni che derivano dalla propria storia personale e che lo portano a scegliere una delle possibilit\u00e0 date, confinandolo in una visione parziale della realt\u00e0.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La prospettiva esoterica e iniziatica non disconosce l&#8217;esistenza di antinomie e contraddizioni ma, invece di considerarle alternative inconciliabili, all&#8217;interno delle quali la scelta e la volont\u00e0 di imporre una visione sulle altre \u00e8 considerata la massima espressione di libert\u00e0, le considera un unico substrato inscindibile e indivisibile, un &#8220;unicum&#8221; che va accettato nella sua interezza perch\u00e9 \u00e8 nell&#8217;interezza dell&#8217;evento che si pu\u00f2 cogliere il senso della vita e da cui partire per un diverso percorso di libert\u00e0.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Partire dall&#8217;accettazione della logica del mondo significa non rinunciare a nessuno dei suoi aspetti, considerandoli tutti essenziali per risalire all&#8217;origine da cui sono emersi. Significa riconoscere che il mondo nasce con contraddizioni intrinseche e che tutte contribuiscono all&#8217;unit\u00e0 della Creazione e alla sua Verit\u00e0. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>\u00c8 stato detto che, nel contesto profano, la libert\u00e0 consiste nello scegliere tra gli opposti e nel fare della scelta la propria verit\u00e0. Crediamo invece che la libert\u00e0 consista nel tenerli in relazione tra loro e non nel dover scegliere, perch\u00e9, come diceva Raimond Panikkar, un grande esploratore della spiritualit\u00e0, &#8220;in ogni scelta c&#8217;\u00e8 una rinuncia&#8221;, c&#8217;\u00e8 una rinuncia a priori a comprendere la Verit\u00e0 nella sua interezza. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Arrendersi al mondo: \u00e8 la condizione da acquisire per aderire pienamente a un percorso mistico e iniziatico di conoscenza. Arrendersi al mondo non significa rinunciare o abbandonare la ricerca della Verit\u00e0, ma al contrario significa che, per rendere coerente tale ricerca, dovremmo smettere di combattere il mondo, di considerarci il centro della Creazione, di imporre il proprio ego, di perseguire la soddisfazione dei nostri desideri, con l&#8217;obiettivo di essere al servizio di un ideale superiore che trascende il nostro Ego. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Rinnegare la personalit\u00e0 profana per ritrovare quella divina, diventare sordi al frastuono del mondo per sintonizzare il proprio essere al richiamo dell&#8217;Origine, il principio che ci plasma e che ci chiama alla sua presenza. Qui sta la massima espressione della libert\u00e0: non sentirsi legati al mondo per rivolgere tutto il nostro sentimento alla conoscenza di Dio. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La libert\u00e0 sta nel percorso di conoscenza che porta alla Verit\u00e0, nel processo di adesione dell&#8217;uomo alla stessa fonte della Verit\u00e0. In questo senso, la libert\u00e0 non raggiunge i suoi limiti, perch\u00e9 non si sviluppa orizzontalmente, in competizione con gli altri, ma cresce verticalmente, verso la dimensione illimitata della spiritualit\u00e0. \u00c8 questo il contesto in cui operano i percorsi esoterico-religiosi, oggetto dell&#8217;incontro di ieri. Ma rappresenta anche il substrato all&#8217;interno del quale avviene il percorso ascendente della Massoneria scozzese, un percorso che in realt\u00e0 prevede all&#8217;ultimo dei suoi gradi simbolici il raggiungimento della Gnosi come premio sublime.   <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Naturalmente, la Massoneria non si pone un obiettivo soteriologico puro come le religioni, ma richiede che la rigenerazione, la rinascita dell&#8217;adepto sia rivolta a beneficio dell&#8217;umanit\u00e0. La scala, una volta salita, deve essere ridiscesa. Vorrei sottolineare come piano exoterico e piano esoterico rappresentino due contesti nettamente separati, con obiettivi e metodi diversi: non \u00e8 quindi possibile affrontare i problemi e le contraddizioni della vita con la stessa mentalit\u00e0, con lo stesso background culturale di riferimento, con le stesse convinzioni. O adottiamo una prospettiva profana, o adottiamo una prospettiva iniziatica.   <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Per questo motivo non dobbiamo introdurre nel tempio, durante le nostre opere, chiavi di lettura della realt\u00e0 che appartengono al mondo profano. Il nostro modo di leggere il mondo deve necessariamente essere diverso. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La libert\u00e0 che nasce da un percorso iniziatico non \u00e8 quindi semplicemente l&#8217;atto di liberarsi dalla necessit\u00e0 della natura, legata alla nostra fisica, o dal potere di perseguire i nostri desideri, legato alla nostra anima e alla nostra personalit\u00e0. Essa deriva da una fonte diversa, cio\u00e8 dalla coscienza individuale. La coscienza \u00e8 il substrato da cui attingere forza e ispirazione, \u00e8 la guida in grado di indirizzare la volont\u00e0, \u00e8 la cassa armonica all&#8217;interno della quale sentiamo l&#8217;eco del &#8220;Fiat Lux&#8221;, \u00e8 lo specchio che riflette la nostra scintilla divina. La coscienza individuale \u00e8 il riverbero, a livello della materia, della pienezza del Pleroma, e come tale agisce come emanazione diretta, senza ulteriori mediazioni, dell&#8217;Origine del manifesto.   <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ma la sua voce \u00e8 stata presto seppellita dalla prevaricazione dell&#8217;ego e della personalit\u00e0, che il contesto sociale e culturale di appartenenza contribuisce a costruire, e che troppo spesso rimane inascoltata. Eppure la coscienza \u00e8 ci\u00f2 che ci rende tutti Fratelli, perch\u00e9 una volta purificata dalle sovrastrutture della profanit\u00e0, dai condizionamenti dei pregiudizi, attinge al comune Principio emanativo dell&#8217;Essere e ci fa vedere il mondo con occhi nuovi. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Questo \u00e8 il significato del silenzio dell&#8217;apprendista: rendere la mente vuota, per far tacere il pensiero, e ricreare in s\u00e9 le condizioni per risalire alla fonte della coscienza. Questo \u00e8 il significato del sovrapporre gli strumenti del lavoro massonico, la squadra e il compasso, sopra la luce della loggia, cio\u00e8 sopra il libro sacro, simbolo del G.A.O.T.U. e vera fonte di coscienza, in modo da dare forma al nostro lavoro. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Chiunque guardi con gli occhi della coscienza vedr\u00e0 nell&#8217;altro un riflesso di se stesso, e ci\u00f2 che vedr\u00e0 sar\u00e0 la pienezza divina che d\u00e0 forma a tutte le coscienze consapevoli. Il divino \u00e8 dentro di noi, non \u00e8 fuori di noi, non \u00e8 diverso da noi, ma ci permea, ci completa, ci definisce. Possiamo conoscere Dio, questo \u00e8 il messaggio delle religioni esoteriche.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Non la fede, non le opere, ma la Conoscenza, come via privilegiata per la propria salvezza. Da qui la relazione ontologica, noetica, diretta, personale e intima con il Divino, che porta alla nostra identificazione in Lui, &#8220;affinch\u00e9 non rimanga nulla di noi che non sia in Lui e nulla rimanga di Lui che non sia in noi&#8221;, come recita una preghiera gnostica. Possiamo allora capire come, in questa prospettiva, non ci sia spazio per un Dio personificato che guarda dall&#8217;esterno l&#8217;operato degli uomini, un Dio giudice che punisce e premia, esaudendo o meno le preghiere e le suppliche, concedendo o meno la sua Grazia e la sua salvezza in funzione di un disegno nascosto che non possiamo comprendere. In un totale rovesciamento di prospettiva, rispetto alle religioni istituzionali, Dio \u00e8 indifferenza, perch\u00e9 non \u00e8 Dio che si prende cura degli individui, ma sono gli individui che si prendono cura di Lui, dovendo riprodurre la sua logica e la sua essenza attraverso se stessi e dentro di s\u00e9.   <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Non credo che ci possa essere un&#8217;espressione di libert\u00e0 pi\u00f9 alta di questa: la libert\u00e0 di rivelarci come divini. Io sono il G.A.O.T.U. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Chiunque pensi che questo si possa realizzare con l&#8217;autorit\u00e0 di compiere prodigi e miracoli, di dare libero sfogo a tutti i capricci che gli passano per la testa, non ha ben compreso ci\u00f2 che abbiamo cercato di spiegare. Un percorso iniziatico esoterico richiede di abbandonare la visione peculiare della profanit\u00e0, chiede di spogliarsi di tutte le tensioni che turbano l&#8217;io e la mente, di rinnegare gli elementi della personalit\u00e0 e dell&#8217;ego, per porre la coscienza nello stato di armonia originaria con il Principio Creatore dell&#8217;universo, per identificarsi con la logica che governa e sostiene l&#8217;universo stesso. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Liberi dalle passioni mondane, saremo liberi di esplorarne la complessit\u00e0, di indagare il mistero che ne \u00e8 all&#8217;origine, in un processo volto non solo alla pura Conoscenza ma anche alla riproduzione della Verit\u00e0 che la plasma. L&#8217;identificazione con il divino si esprime nella capacit\u00e0 non solo di comprendere, ma anche di riprodurre la Verit\u00e0 oltre il vero che caratterizza la profanit\u00e0. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 detto che il percorso massonico scozzese prevede che la gnosi raggiunta dall&#8217;adepto possa essere messa a disposizione dell&#8217;umanit\u00e0. Come possiamo renderlo possibile? <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Credo che il modo migliore sia questo: non vivere nel tempo, nella societ\u00e0, nella famiglia, nel lavoro, ma vivere il tempo, la societ\u00e0, la famiglia, il lavoro.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Nel senso che non dovremmo operare solo all&#8217;interno dei nostri contesti abituali, come se fossimo attori di sfondo, comparse, ma dovremmo invece agire su di essi, attivarci per promuovere relazioni che tendono alla direzione della Verit\u00e0, cos\u00ec come stiamo imparando a conoscerla, non con l&#8217;obiettivo di avere di pi\u00f9, non pensando solo a noi stessi, ai nostri interessi personali, ma piuttosto ripensando noi stessi, realizzando anche in tali contesti profani la nostra identificazione con una dimensione superiore che plasma la nostra diversa capacit\u00e0 di valutare e agire.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Anche in questa prospettiva, bisogna comprendere come la scelta di percorrere e attuare un cammino iniziatico richieda una forte forza di volont\u00e0 e la capacit\u00e0 di ripensare totalmente il nostro rapporto con la Verit\u00e0. Queste ragioni sono sufficienti a giustificare la scarsit\u00e0 di individui che decidono di praticarla? <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>E che dire della grande ostilit\u00e0 che di solito circonda ogni aggregazione di uomini che si identifica con uno di questi percorsi? Forse una delle analisi pi\u00f9 acute in questo senso si trova in una delle pagine pi\u00f9 belle della letteratura mondiale: &#8220;La leggenda del Grande Inquisitore&#8221;, tratta da &#8220;I fratelli Karamazov&#8221; di Fedor Dostoevskij. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Siamo nella Spagna del 1500, quando la Santa Inquisizione vigilava sul rispetto dell&#8217;ortodossia non esitando a mandare al rogo chiunque fosse sospettato di eresia. In questo clima di ansia e di sospetto Cristo torna sulla terra e viene riconosciuto e acclamato dalle folle, ma il cardinale grande inquisitore lo fa subito arrestare e trascinare nelle segrete dell&#8217;inquisizione, dove si reca personalmente a interrogare il prigioniero la sera stessa. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>L&#8217;inquisitore \u00e8 un uomo di novant&#8217;anni, &#8220;alto e dritto, con il volto smunto e gli occhi infossati in cui c&#8217;\u00e8 ancora, come una scintilla di fuoco, un po&#8217; di luce&#8221;. Chiede a Cristo perch\u00e9 \u00e8 tornato, perch\u00e9 vuole portare il popolo nel caos con il suo messaggio di libert\u00e0. Evidentemente non ha capito che il popolo \u00e8 mosso da una sola domanda &#8220;a chi inchinarsi?&#8221; e che questo &#8220;\u00e8 il pi\u00f9 grande segreto di questo mondo&#8221;. Il cardinale rimprovera al prigioniero di non aver capito e di essersi comportato in modo del tutto contrario. &#8220;Invece di cogliere la libert\u00e0 umana, l&#8217;ha moltiplicata, mentre aggrava eternamente, con il tormento della libert\u00e0, il regno spirituale dell&#8217;uomo&#8221;, ma &#8220;Nulla \u00e8 mai stato pi\u00f9 intollerabile per l&#8217;uomo e la societ\u00e0 della libert\u00e0&#8221;. Gli uomini, continua il grande inquisitore, non vedono l&#8217;ora di liberarsi della libert\u00e0 in cambio di un potere forte che garantisca loro la felicit\u00e0 che solo i beni materiali possono assicurare. E a Cristo era stato proposto di guidare gli uomini con gli stessi mezzi, quando Satana lo aveva avvicinato, ma Lui aveva deciso di resistere all&#8217;umore e aveva rifiutato le sue offerte di potere. L&#8217;inquisitore e i suoi uomini non avevano commesso lo stesso errore e da tempo avevano optato per guidare gli uomini dando loro la felicit\u00e0 in cambio dell&#8217;obbedienza: &#8220;Allora ascoltaci, noi non siamo con te&#8221; &#8211; dice a Cristo &#8211; &#8220;ma con lui da otto secoli&#8221;. L&#8217;inquisitore conclude dicendo al prigioniero che non lo teme e che l&#8217;indomani, a riprova di quanto ha detto, vedr\u00e0 come il mite gregge di persone, al suo primo gesto, &#8220;si precipiter\u00e0 ad accendere il fuoco ardente sotto il rogo, sul quale lo brucer\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 venuto a disturbarli&#8221;. Cristo non risponde, ma si limita a baciare l&#8217;inquisitore sulle sue labbra insanguinate. Il vecchio rabbrividisce, trema. Va alla porta e, voltandosi verso Cristo, gli dice: &#8220;Vattene e non tornare, non tornare mai pi\u00f9&#8221;.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Questo \u00e8 sicuramente un quadro inquietante che Dostoevskij ci presenta, ma non deve essere confinato solo al circolo della religione cattolica rappresentato dal Grande Inquisitore. Penso che la critica che egli muove possa e debba essere estesa a tutte le forme di ideologia organizzata, sia di tipo religioso che sociale e politico. \u00c8 infatti tipico di ogni ideologia dichiarare non solo che il suo scopo \u00e8 quello di rendere gli uomini felici, ma anche che il proprio modo di leggere il dato della vita e, di conseguenza, il percorso che ne deriva \u00e8 il migliore e pi\u00f9 appropriato per raggiungere questo obiettivo. Ma, secondo il nostro autore, ci\u00f2 che le ideologie fanno davvero \u00e8 sostituirsi implicitamente all&#8217;ordine cosmico stabilito da Dio, per lasciarsi sedurre dalle forze demoniache che, pur mascherandosi sotto nobili e altruistiche intenzioni, si sono fatte strada.   <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Le ideologie decidono per gli uomini e vogliono imporsi agli uomini. E ci riescono perch\u00e9 gli uomini, invece che alla verit\u00e0 e alla libert\u00e0, sono attratti pi\u00f9 dalle promesse di stabilit\u00e0 e benessere, dal luccichio degli idoli che il demiurgo del momento fa balenare davanti ai loro occhi, perch\u00e9 gli uomini amano seguire chi promette loro gioie e piaceri. Dostoevskij ci d\u00e0 l&#8217;immagine di un&#8217;umanit\u00e0 che non solo \u00e8 incapace di riconoscere il vero bene, ma \u00e8 anche pronta a negarlo pur di non assumersi lo sforzo e l&#8217;onere di esercitare la libert\u00e0 di scelta.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ma non \u00e8 questo che il Cristo della storia, con il suo silenzio, attesta ancora una volta con il suo messaggio di libert\u00e0. \u00c8 portatore di un esempio. Non vuole imporre se stesso e la sua legge, ma ha lasciato gli uomini liberi di seguirlo, perch\u00e9 solo nella libert\u00e0 possiamo trovare la Verit\u00e0. Chi non si impone, chi non ha bisogno di convincere e chi non deve conquistare gli altri alla sua volont\u00e0, ama e accetta il mondo per quello che \u00e8, chi si arrende al mondo, per farne la base della sua rinascita attraverso la scoperta del valore della libert\u00e0.   <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Questo \u00e8 il messaggio di cui ogni percorso iniziatico \u00e8 portatore.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un passaggio alla fine del capitolo in cui, il narratore, quello di Ivan Karamazov, constata amaramente come l&#8217;inganno nei confronti del popolo sia compiuto in nome di Colui che viene tradito, ma tutto questo deve rimanere un segreto, proprio perch\u00e9 protegga gli uomini sfortunati e ottusi, in modo da renderli felici. E poi aggiunge &#8220;immagino che anche i massoni abbiano dei principi tra di loro, qualcosa che \u00e8 analogo a questo mistero e che i cattolici odino tanto i massoni perch\u00e9 vedono in loro i concorrenti che rompono l&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;idea, mentre unico deve essere il gregge e il pastore&#8221;. Questa visione della massoneria sorgeva evidentemente in Dostoevskij perch\u00e9 era convinto che essa agisse come uno strumento di potere volto a piegare le masse alla sua volont\u00e0 e, in questo modo, a porsi in concorrenza con le altre istituzioni che perseguivano scopi simili.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Questo \u00e8 il rischio che corrono gli associati iniziati di fronte ai profani. Poich\u00e9 agiscono in modo riservato, si suppone che perseguano scopi non dichiarabili o che gestiscano il potere. Questa \u00e8 anche la logica conseguenza che affrontiamo quando in effetti ci aspettiamo dalla massoneria un&#8217;istituzione che possa agire direttamente nel mondo cos\u00ec com&#8217;\u00e8, e non attraverso il miglioramento dei suoi iniziati che poi riflettono il loro nuovo stato d&#8217;animo nella societ\u00e0.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ogni viaggio ha la sua conclusione, ma anche dopo il ritorno a casa continuer\u00e0 a mostrare i suoi effetti, rivivendo nelle storie, agendo sui ricordi e sulle sensazioni, e a poco a poco realt\u00e0 e immaginazione si mescolano per formare una storia ideale di ci\u00f2 che \u00e8 stato. In fondo alla nostra mente, un viaggio non finisce mai \u00e8 destinato a finire con la morte? <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Le religioni istituzionalizzate pongono una netta divisione tra la vita e la morte, tra un prima e un dopo. La loro soteriologia, come abbiamo visto, pu\u00f2 basarsi sulla prevalenza della grazia o su quella delle opere, ma in tutti i casi tutto ci\u00f2 che viene creato, o fatto o ricevuto nella vita terrena ha un significato in funzione della vita ultraterrena. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Tuttavia, anche sulla morte esistono visioni contrastanti all&#8217;interno delle Scritture: addirittura in alcuni libri della Bibbia essa \u00e8 considerata come voluta da Dio e prevista fin dalla creazione, tema prevalente anche nell&#8217;Ebraismo, in altri la morte \u00e8 una conseguenza del peccato dell&#8217;uomo, quindi non voluta da Dio, e questo \u00e8 il concetto del Cristianesimo. Voluta o non voluta da Dio, amica o nemica, la morte segna sempre uno spartiacque da superare, un momento di giudizio il cui esito positivo o negativo dipender\u00e0 da ci\u00f2 che, nel corso della nostra vita, abbiamo completato dell&#8217;insegnamento delle religioni. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Nel contesto dell&#8217;iniziazione, la morte non \u00e8 considerata la conseguenza del peccato dell&#8217;uomo. \u00c8 parte integrante della logica della creazione, presente molto prima della comparsa dell&#8217;uomo. Accettare questo dato significa ancora una volta &#8220;arrendersi al mondo&#8221;, e farne la base di una pi\u00f9 ampia espressione di libert\u00e0, quella per cui non si \u00e8 legati a nulla, n\u00e9 alla vita n\u00e9 alla morte perch\u00e9 si \u00e8 ugualmente presenti nell&#8217;una e nell&#8217;altra.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 vita e ci\u00f2 che \u00e8 morte dipende da noi, dal senso che gli diamo e allora possiamo pensare alla morte non come a una divisione, a una separazione, ma come a una continuazione sotto una forma diversa, perch\u00e9 una volta che abbiamo preso coscienza di quella parte di noi che abbiamo definito il S\u00e9 o la coscienza o lo spirito attraverso il quale siamo risuonati con la sorgente del Divino, allora questa parte di noi vivr\u00e0 in un eterno presente, senza un prima e senza un dopo.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La vita non \u00e8 un&#8217;affermazione come la morte non \u00e8 una negazione. Ancora una volta la verit\u00e0 non \u00e8 solo in una delle due proposizioni opposte. La verit\u00e0 si costruisce come connessione, come relazione tra due opposti, non consiste nell&#8217;accettare uno ed escludere l&#8217;altro. Come connessione, la verit\u00e0 non \u00e8 un dato aprioristico, esterno a noi, ma si costruisce vivendo tutti gli aspetti ad essa collegati, \u00e8 il risultato del nostro lavoro di ricerca, si elabora dentro di noi e vive e cresce in noi. Non c&#8217;\u00e8 vita da una parte e morte dall&#8217;altra: c&#8217;\u00e8 solo un processo integrale la cui espressione completa consiste nella finitezza della carne, ma nella completezza dello spirito e nell&#8217;unit\u00e0 del Pleroma, che comprende tutto.    <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Al momento della morte comprendiamo ci\u00f2 che siamo per non essere pi\u00f9: per non essere pi\u00f9, nel caso di chi crede che con essa tutto finisca; per iniziare a diventare, nel caso di chi crede che con essa tutto inizi.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p><strong>EPILOGO<\/strong>:<\/p>\n\n<p>La vita \u00e8 un susseguirsi di gioie e dolori, di speranze e delusioni, e nel suo evolversi ci porta al momento della fatidica domanda: cosa rimane alla fine? Siamo ingannati dalla vita o, piuttosto, siamo noi che la inganniamo, perch\u00e9 non vogliamo capirla, comprenderla, interpretarla nel modo giusto? <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Quanto detto sull&#8217;escatologia del cammino iniziatico rappresenta una dimensione reale o piuttosto una delle tante elaborazioni mentali dell&#8217;uomo, per rendere conto dell&#8217;inesorabile mistero dell&#8217;essere e sottrarsi all&#8217;amara realt\u00e0 della vita?<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>A ciascuno di noi Fratelli, l&#8217;onere e la libert\u00e0 di dare una risposta.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Da parte mia concludo con un&#8217;ultima considerazione.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Abbiamo esaminato e messo in evidenza il contrasto che si pu\u00f2 riscontrare tra il mondo profano da un lato, dove prevale lo stato di necessit\u00e0 e una forma relativa di libert\u00e0, e il mondo exoterico-iniziatico dall&#8217;altro, caratterizzato da un tipo di libert\u00e0 che trascende il terreno terreno per dedicarsi alla conoscenza della propria identit\u00e0 divina.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ma questo accostamento \u00e8 di per s\u00e9 artificioso e dettato dalla necessit\u00e0 di descrivere, dalla difficolt\u00e0 della mente di enunciare in modo unitario ci\u00f2 che appare frammentato, perch\u00e9 anche un iniziato (e soprattutto un massone) non pu\u00f2 e non deve isolarsi dal mondo, non pu\u00f2 creare una marcata distinzione nella sua vita tra i due contesti. C&#8217;\u00e8 piuttosto una continua commistione tra l&#8217;una e l&#8217;altra, per quanto si cerchi di aderire completamente alla visione dell&#8217;iniziato, nessuno pu\u00f2 negare le esigenze del corpo e della personalit\u00e0: la nostra pu\u00f2 essere definita una tendenza alla perfezione iniziatica, come una continua tensione verso la luce, di cui possiamo cogliere i lampi, averne la sensazione, viverne gli istanti. Ma solo per i pochi eletti possiamo vedere il completamento dell&#8217;identificazione, uomo-divino di cui abbiamo parlato, eletto da noi, celebrato come i maestri di ogni epoca e la confessione di aver raggiunto il Segreto Reale.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Potremmo allora dire che nel nostro cammino stiamo tessendo l&#8217;ordito della libert\u00e0 all&#8217;interno della trama del bisogno. Il tessuto che ne nascer\u00e0 sar\u00e0 caratterizzato dall&#8217;uno o dall&#8217;altro, a seconda di come l&#8217;iniziato sar\u00e0 capace di dare consistenza alla sua trama piuttosto che subire l&#8217;ordito della profanit\u00e0. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Forse le parole che Pico della Mirandola, uno dei principali fautori della rinascita del pensiero exoterico nella nostra cultura, fa dire a Dio, per definire la natura umana e che possono ancora guidarci:<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>\u201c&#8230; Non ti ho fatto n\u00e9 celeste n\u00e9 terrestre, n\u00e9 mortale n\u00e9 immortale, perch\u00e9 da te stesso, quasi architetto libero e sovrano, ti sei formato nella forma che avresti scelto. Puoi deteriorarti nelle cose inferiori che sono i bruti; puoi, secondo la tua volont\u00e0, rigenerarti nei regni superiori che sono divini&#8230;\u201d<br\/><br\/>Cos\u00ec ho detto&#8230;<br\/><br\/>B\u2234 A\u2234 T\u2234<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri abbiamo ascoltato tre interessanti relazioni su altrettanti percorsi mistici ed esoterici finalizzati alla ricerca della Verit\u00e0, come mezzo privilegiato per assicurarsi la salvezza. 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