{"id":3797,"date":"2018-04-29T14:25:00","date_gmt":"2018-04-29T12:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/seo-berater-salzburg.at\/cglem\/oltre-babele\/"},"modified":"2025-06-13T11:24:22","modified_gmt":"2025-06-13T09:24:22","slug":"oltre-babele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cglem.org\/it\/montebelli-it\/oltre-babele\/","title":{"rendered":"Oltre Babele"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">Caro lettore nella forma di saluto appropriata!<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>&#8220;In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. [&#8230;]Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui; e senza di lui non \u00e8 stato fatto nulla di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto&#8221;.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Il prologo del Vangelo di Giovanni, uno dei libri sacri della Massoneria, da un lato identifica Ges\u00f9 con il Logos divino, dall&#8217;altro testimonia la sua umanit\u00e0.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Tutto ci\u00f2 che Ges\u00f9 dice e fa \u00e8 parola di colui che \u00e8 il Verbo eterno, \u00e8 un segno che rimanda all&#8217;incarnazione del Verbo nel Cristo fatto uomo.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Non \u00e8 un caso che in ebraico la parola &#8220;dabar&#8221; indichi allo stesso tempo &#8220;parola&#8221; e &#8220;atto&#8221;, &#8220;evento&#8221;: \u00e8 la parola che si realizza e diventa realt\u00e0. Come in &#8220;Dio disse: &#8216;Sia la luce&#8217; e la luce fu&#8221;: la parola divina esprime l&#8217;opera del Creatore, \u00e8 una parola creativa, una parola che diventa atto nel momento stesso in cui viene pronunciata.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Il concetto di Parola o Suono generatore, capace di creare ex nihilo, si ritrova anche in altre culture: ad esempio, la parola &#8220;Abracadabra&#8221; deriva dall&#8217;aramaico &#8220;Avrah Kadabra&#8221;, che significa &#8220;Creer\u00f2 ci\u00f2 che dico&#8221;, &#8220;Creer\u00f2 come parlo&#8221;.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Nella religione induista, che deriva dal brahmanesimo e dai testi sacri dei Veda, scopriamo la sillaba, o meglio il suono &#8220;Om&#8221;, che \u00e8 il mantra pi\u00f9 sacro e rappresenta la sintesi e l&#8217;essenza di ogni mantra, rito, testo sacro o aspetto del Divino.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>L&#8217;Om \u00e8 considerato il suono primordiale che ha dato origine alla creazione, creazione che viene interpretata come la manifestazione stessa di questo suono. Dall&#8217;O\u1e43 proviene la conoscenza sacra, la triplice: O\u1e43 \u00e8 il Brahman, O\u1e43 \u00e8 l&#8217;intero universo.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Pitagora affermava che &#8220;Dio geometrizza&#8221; e che &#8220;la geometria delle forme \u00e8 musica solidificata&#8221;, come se il suono potesse generare forme sonore e strutturare la materia: come se la materia fosse una forma sonora solidificata.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Logos \u00e8 dunque la parola creatrice, che si fa carne in Cristo; ma prima ancora, nella cosmogonia ebraico-cristiana, tramandata nel Libro della Genesi, il Logos si incarna nel risultato finale della Creazione: l&#8217;uomo.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La creazione di Adamo ed Eva &#8220;a immagine e somiglianza di Dio&#8221;, la permanenza nel Paradiso Terrestre e la successiva cacciata dall&#8217;Eden rappresentano infatti il primo grande mito della separazione.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Secondo tutte le tradizioni dell&#8217;umanit\u00e0, in forma velata o esplicita, l&#8217;attuale condizione umana di sofferenza e degrado \u00e8 il risultato di un dramma cosmico: il dramma dell&#8217;oscuramento intellettuale dell&#8217;Uomo Spirituale, l&#8217;Adam Qadmon della Cabala ebraica, l&#8217;Uomo Universale dell&#8217;esoterismo islamico, che \u00e8, all&#8217;origine, il libero signore della creazione. \u00c8 ci\u00f2 che la tradizione cristiana exoterica descrive come il &#8220;peccato originale&#8221;, la disobbedienza.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La separazione deriva infatti da un atto di disobbedienza: Adamo mangia il frutto dell&#8217;albero della conoscenza del bene e del male, disobbedendo a Dio che glielo aveva proibito, poich\u00e9 la conoscenza del bene e del male lo avrebbe di fatto reso uguale a Lui.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ma questo atto di disobbedienza pu\u00f2 essere visto anche come un estremo atto di coraggio nella ricerca della Verit\u00e0, forse il primo di una lunga serie di azioni che hanno caratterizzato il cammino dell&#8217;Uomo, cacciato dal Paradiso e costretto a vivere sulla Terra: un cammino che, come vedremo, non ha altro scopo che la costante ricerca della Verit\u00e0 e il ritorno all&#8217;Uno indiviso.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>L&#8217;uomo ha ancora una scintilla di luce divina che lo rende capace di ricevere il Logos, di comprendere, o meglio, di percepire il messaggio che gli permette di riprendere coscienza della sua profonda natura luminosa e di ripristinare il suo stato originario di Uomo Spirituale libero e indiviso.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>E cos\u00ec arriviamo al secondo mito di separazione, fondamentale per il cammino dell&#8217;Umanit\u00e0, rappresentato dalla Torre di Babele: prima di Babele, ci dice il mito, tutti gli uomini sulla Terra parlavano una sola lingua e usavano le stesse parole.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Il mito narra che gli uomini emigrarono dall&#8217;Oriente verso una pianura nel villaggio di Sennaar e vi si stabilirono; decisero di costruire una citt\u00e0 e una torre per raggiungere il cielo, in modo da farsi un nome e non disperdersi sulla Terra.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ma ancora una volta Dio intervenne e confuse la loro lingua, facendo s\u00ec che le persone non si capissero pi\u00f9: Dio li voleva sparsi per tutta la Terra.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>In questo mito ritroviamo il tema della divisione, come se Egli, dopo aver intrappolato l&#8217;umanit\u00e0 sulla Terra, volesse impedirle di ricongiungersi (religio, in latino) con l&#8217;Onnipotente: la costruzione della Torre non \u00e8 altro che il tentativo dell&#8217;uomo di &#8220;aspirare al Cielo&#8221; gi\u00e0 durante la sua vita terrena o, in altre parole, di confrontarsi con Dio.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Vale la pena ricordare che la Torre di Babele \u00e8 chiamata in sumero Etemenanki, il cui significato originale \u00e8 &#8220;casa delle fondamenta del Cielo e della Terra&#8221; o anche &#8220;pietra angolare del Cielo e della Terra&#8221;.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>In un&#8217;interpretazione pi\u00f9 coerente con la visione massonica, potremmo dire che il Dio descritto nella Bibbia punisce gli uomini, disperdendoli ai quattro angoli della Terra, perch\u00e9 hanno cercato di posare la pietra angolare della Torre, o Tempio, destinata a riunire Terra e Cielo.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La caduta dell&#8217;Eden e la diaspora dopo Babele sono dunque due miti fondamentali di separazione raccontati dai testi sacri, accomunati dal significato allegorico di punizione per un atto di disobbedienza: l&#8217;Uomo che vuole essere come Dio, o forse direi l&#8217;Uomo che vuole ricongiungersi a Dio, che vuole trovare il Divino dentro di s\u00e9.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Entrambi in realt\u00e0, ovviamente rimanendo all&#8217;interno del mito e senza alcuna osservazione teosofica e religiosa, sono forieri di effetti straordinari: dalla caduta di Adamo ed Eva sulla Terra nasce l&#8217;Umanit\u00e0, mentre dalla diaspora di Babele nascono lingue, culture, etnie, nazioni. Un percorso di separazione, quindi, che non solo \u00e8 necessario, ma che ha dato origine a una delle pi\u00f9 grandi ricchezze dell&#8217;Umanit\u00e0: la diversit\u00e0, la molteplicit\u00e0. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Come sempre accade, se da un lato inizia un percorso di divisione, differenziazione, individualizzazione, dall&#8217;altro inizia un percorso molto pi\u00f9 complesso e lungo di riunificazione, di ritorno dai molti all&#8217;Uno.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Nel corso del tempo, la Societ\u00e0 Profana ha spesso cercato di creare artificialmente lingue universali, cio\u00e8 in grado di essere comprese da tutti al di l\u00e0 delle barriere linguistiche. Per esempio, possiamo citare il denaro: ha un suo linguaggio universale, un insieme di regole precise condivise a livello globale che permettono a tutte le valute del mondo di parlare tra loro, in tutti i Paesi del mondo, 24 ore al giorno, 365 giorni all&#8217;anno. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Allo stesso modo, dopo il fallimento dell&#8217;esperanto, la Societ\u00e0 Profana ha eletto la lingua inglese come lingua standard de facto a livello mondiale: sebbene non sia la pi\u00f9 diffusa al mondo, solo terza dopo il cinese mandarino e lo spagnolo, \u00e8 certamente la lingua pi\u00f9 funzionale a questo scopo. Innanzitutto perch\u00e9 \u00e8 la lingua di riferimento del modello economico egemonico globale, di matrice americana e anglosassone, e poi perch\u00e9 \u00e8 una lingua semplice o, per meglio dire, difficile da parlare bene ma facile da parlare in modo semplificato. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>E quindi \u00e8 perfettamente adatto a questo scopo.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>In poche parole, la Societ\u00e0 Profana ha scelto come lingue universali quelle che hanno la struttura di un protocollo: sistemi di regole condivise, comunemente adottate da tutti, che permettono alle persone, ma meglio ancora alle macchine, di comunicare tra loro.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ecco il punto: i linguaggi universali della Societ\u00e0 Profana sono strumentali. Non sono nati per aiutare gli uomini a capirsi meglio, a comunicare pensieri, sentimenti ed emozioni. Non mirano al dialogo, alla comprensione reciproca, all&#8217;empatia, e quindi a unire gli uomini e a farli diventare tutti pi\u00f9 uguali, liberi e infine Fratelli.  <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Al contrario, sono stati progettati con l&#8217;unico scopo di scambiare informazioni, necessarie al mondo profano per funzionare secondo i modelli, le regole e soprattutto i limiti imposti dai modelli economici dominanti che si sono succeduti nel tempo.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Questo \u00e8 il motivo e il limite del fallimento dei linguaggi universali profani: non riuscire ad andare nel profondo dell&#8217;anima umana per cogliere e comunicare l&#8217;essenza, che non risiede nel linguaggio della mente ma in quello dello spirito.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Tuttavia, ci sono alcuni linguaggi universali che riescono in questo intento: per esempio la Musica, come abbiamo sperimentato tutti di persona ieri sera. La musica si esprime in un linguaggio che supera le distinzioni di lingua, cultura, nazione: si dice che la musica jazz sia nata nei tuguri di New Orleans perch\u00e9 l\u00ec le persone parlavano cinque lingue diverse e non riuscivano a capirsi, e l&#8217;unico modo per comunicare era il jazz. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La musica sa arrivare a tutti attraverso percorsi ancora in parte sconosciuti, ma che passano attraverso la nostra essenza profonda, attraverso ci\u00f2 che siamo veramente, al di l\u00e0 di ogni sovrastruttura: La musica \u00e8 il filo che cuce la mente al cuore.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Anche il linguaggio del corpo \u00e8 universale, soprattutto nella sua massima espressione rappresentata dalla sessualit\u00e0. Una sessualit\u00e0 sacra, che individua nel rito sessuale una fonte di energia, come nei rituali tantrici che utilizzano questa energia per &#8220;fondere&#8221; il duale nell&#8217;uno, o una riscoperta del potere creativo, rigenerativo e trasformativo dell&#8217;atto sessuale come nel Culto della Grande Madre, che collegava i riti sessuali ai riti di fertilit\u00e0 della Madre Terra. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Non \u00e8 un caso se la Societ\u00e0 Profana nel tempo ha demonizzato e mercificato l&#8217;atto sessuale, tanto da far perdere agli uomini il contatto con la parte divina che la sessualit\u00e0 sacra ci permette di riscoprire.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 il linguaggio delle azioni. Un&#8217;azione \u00e8 molto pi\u00f9 difficile da fraintendere: mentre un discorso pu\u00f2 essere strumentalizzato, e anche la traduzione del proprio pensiero da una lingua all&#8217;altra pu\u00f2 tradire il significato originale, un&#8217;azione parla da s\u00e9 senza bisogno di decodifica, rivelando cos\u00ec nel gesto sia l&#8217;intento che il destinatario e, infine, il modo. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Come abbiamo gi\u00e0 detto, quando la parola diventa atto, tutto diventa chiaro, tutto diventa luce.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Vorrei fermarmi un attimo, in questo percorso, rivolgendo un pensiero a tutte quelle azioni che con la loro chiarezza di intenti illuminano come Luce Pura la nostra vita, come azioni che hanno il potere di spazzare le ombre del dubbio e mostrare al mondo ci\u00f2 che spesso \u00e8 invisibile.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Vorrei che il nostro pensiero andasse a tutti i Fratelli che, a costo dell&#8217;estremo sacrificio, spinti dal senso del dovere e sostenuti dal coraggio che, se \u00e8 raro tra gli uomini, non lo \u00e8 tra i F\u02d9. M.\u02d9., danno la vita per salvare gli innocenti; vorrei che il nostro pensiero, per un minuto, ** se l&#8217;Oriente \u00e8 d&#8217;accordo **, andasse oggi a Fratel Arnaud Beltrame della R.\u02d9.L.\u02d9. Jerome Bonaparte all&#8217;Oriente di Rueil-Nanterre, Francia.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>E, di fondamentale importanza per noi F.\u02d9. M.\u02d9., c&#8217;\u00e8 il linguaggio dei simboli: un linguaggio a noi ben noto, poich\u00e9 tutto nella nostra Fratellanza \u00e8 simbolico, tutto \u00e8 fatto di simboli: usiamo simboli e gesti rituali per riconoscerci &#8220;dai segni che mostriamo&#8221;, e ancor pi\u00f9 per comunicare tra noi.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>I simboli hanno origine da qualcosa che \u00e8 stato diviso per essere riassemblato. A volte, per\u00f2, un simbolo si manifesta apparentemente nella sua interezza, allora perch\u00e9 lo chiamiamo simbolo? <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Perch\u00e9 la chiave di decodifica, cio\u00e8 l&#8217;altra parte del codice, quella sconosciuta, \u00e8 nella saggezza del F.\u02d9. M.\u02d9. che \u00e8 stato iniziato e poi istruito a riconoscere il simbolo. Una parte del simbolo \u00e8 ci\u00f2 che si ha, cio\u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 visibile; l&#8217;altra parte \u00e8 qualcosa che si conosce, o meglio che si riconosce.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Il rituale stesso, lungo i tre gradi della Massoneria Blu, \u00e8 un simbolo agito: lo stiamo vivendo oggi perch\u00e9 il nostro rituale \u00e8 fatto di gesti, suoni, ritmo ancor pi\u00f9 che di parole. Noi tutti, che oggi siamo insieme in questo luogo simbolico in s\u00e9, stiamo gi\u00e0 andando oltre Babele perch\u00e9 il rito che pratichiamo \u00e8 un simbolo agito e trascende le lingue in cui si esprime. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Qual \u00e8 dunque il cammino che il F.\u02d9. M.. deve percorrere nella sua esperienza iniziatica per andare oltre Babele? Qual \u00e8 il percorso che porter\u00e0 gli uomini a riconoscersi come Fratelli, tutti appartenenti alla stessa Famiglia, alla stessa Umanit\u00e0, allo stesso Noi che pu\u00f2 finalmente superare l&#8217;individualizzazione e andare oltre l&#8217;Ego?<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 visto che i linguaggi universali della Societ\u00e0 Profana non possono raggiungere questo obiettivo: sono stati concepiti secondo una logica razionale, ma la conoscenza razionale \u00e8 divisiva, perch\u00e9 lavora per analisi, e quindi ogni tentativo di cercare l&#8217;unit\u00e0 con la sola forza della ragione \u00e8 destinato a fallire.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Al contrario, la conoscenza intuitiva \u00e8 unificante, perch\u00e9 ragiona per sintesi: quindi il percorso esoterico che supera l&#8217;Io, la separazione, la Babele degli uomini deve necessariamente passare attraverso il Noi, la consapevolezza di appartenere alla stessa Umanit\u00e0, alla stessa famiglia di Fratelli, per ritrovarsi infine nell&#8217;Uno indiviso.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Deporre, oliarsi, togliere: come l&#8217;iniziato impara a togliere dalla pietra grezza per trasformarla in pietra levigata e poi in pietra cubica, come lo scultore toglie dalla pietra per far uscire la statua nascosta dentro, allora tutti noi F.\u02d9. M.\u02d9. dobbiamo essere scultori di noi stessi. Imparando a togliere tutto ci\u00f2 che \u00e8 sovrastruttura per accedere a ci\u00f2 che \u00e8 essenza, saremo in grado di scendere di un gradino, da ci\u00f2 che \u00e8 linguaggio a ci\u00f2 che \u00e8 meta-linguaggio: il simbolo.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Tutti noi F.\u02d9. M.\u02d9., iniziati e istruiti all&#8217;Arte Reale, abbiamo come missione primaria la ricerca della &#8220;Parola perduta&#8221;, e di ricreare nuovamente lo stato adamitico, risorgendo dopo una morte iniziatica come il nostro Maestro-Simbolo Hiram Abiff: cos\u00ec, emulando Hiram, costruttore del Tempio di Gerusalemme, possiamo ricostruire la sede della Luce e il nostro Tempio interiore all&#8217;interno del nostro corpo.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>La parola perduta \u00e8 il potere di creare: nel momento stesso in cui l&#8217;umanit\u00e0 si \u00e8 separata da Dio, si \u00e8 perso il vero significato della Parola. E se la Parola perduta non fosse altro che il Logos creatore? <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Ritroviamo quindi il messaggio del Vangelo di Giovanni da cui siamo partiti: il Logos si \u00e8 fatto uomo, la potenza creatrice divina e la sua creatura si ritrovano e si riconoscono come un tutt&#8217;uno. La scoperta della &#8220;Parola perduta&#8221; significa riscoprire se stessi e la vera natura divina nell&#8217;uomo, cio\u00e8 prendere coscienza che Dio e l&#8217;uomo condividono la stessa essenza. <br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Chiudiamo il cerchio: nel nostro viaggio esoterico di ricongiungimento della nostra essenza umana con quella divina, il simbolo si riunisce, permettendoci di essere divinamente umani.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Siamo scarti. Una volta eravamo parte del Tutto e poi ne siamo stati separati. Ma ogni F.\u02d9. M.\u02d9. sa di essere anche lui un simbolo, poich\u00e9 il suo destino \u00e8 quello di ricongiungersi al Tutto da cui proviene e che chiamiamo G.\u02d9.A.\u02d9.O.\u02d9.T.\u02d9.U.\u02d9.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>In questo ritorno al Tutto, che \u00e8 la ricerca della Parola perduta, si compie il destino della F.\u02d9.M.\u02d9.: possiamo andare oltre Babele, superare le differenze di lingua, cultura, etnia, andare oltre la separazione originaria e riscoprire il potere di comprendere noi stessi al di l\u00e0 delle lingue quando ci &#8220;riuniremo&#8221;, riuniremo ci\u00f2 che \u00e8 disperso, riconosceremo pienamente la nostra essenza divina e infine troveremo la Parola perduta.<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>Cos\u00ec ho detto&#8230;<br\/><br\/><\/p>\n\n<p>B\u2234 E\u2234 C\u2234<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. [&#8230;]Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui; e senza di lui non \u00e8 stato fatto nulla di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto&#8221;.<\/p>\n<p>Il prologo del Vangelo di Giovanni, uno dei libri sacri della Massoneria&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3354,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[40],"tags":[],"class_list":["post-3797","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-montebelli-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cglem.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3797","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cglem.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cglem.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cglem.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cglem.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3797"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/cglem.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3797\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cglem.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cglem.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cglem.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cglem.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}